Sarà la crisi, sarà la ricerca dei riflettori a tutti i costi, ma la tendenza di mettere la propria verginità in vendita diventa sempre più diffusa tra le donne occidentali, come quelle orientali. Addio romanticherie, principi azzurri e ricerca dell’amore vero: tra le gambe c’è un salvadanaio che prima si rompe e poi si riempie.

Se in Italia fece scalpore il caso della Pupa Raffaella Fico, negli Stati Uniti ora fa parlare la storia di Elizabeth Raine, una studentessa di medicina di 28 anni che ha deciso di mettere all’asta la propria illibatezza ricevendo offerte fino ad 800mila dollari. Il vincitore potrà trascorrere un appuntamento di 12 ore insieme a lei che promette faville anche sul suo profilo Twitter.

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Elizabeth ha affermato al Daily News che utilizzerà parte dei soldi ottenuti per pagare la retta universitaria mentre un 35% della somma totale andranno. Inoltre vuole essere sicura che il vincitore sia una persona fidata, e per questo si riserva il diritto di ripensarci se vede minacciata la sua sicurezza personale.

Alle altre ragazze però dice di pensare a lungo, “almeno per un decennio”, prima di fare la sua stessa scelta. “Fino a qualche anno fa – spiega – anche io non sarei mai stata pronta per un’esperienza di questo tipo”.

Intanto curiosando su internet scopro che c’è addirittura chi, qualche tempo fa,  ha organizzato un vero e proprio documentario dedicato alla messa in vendita della propria verginità: si chiama Virgins Wanted e vedeva protagonisti una giovane brasiliana, Catarina Migliorni, 20enne con una “integrità” dal valore di 780mila dollari ed il suo “collega” Alex Stepanov, con una neo-sessualità dal valore decisamente minore: appena 2,5mila dollari.