La tanto decantata verginità. Davvero esiste ancora qualcuno che la venera come un valore? Davvero c’è ancora chi pensa che rimanere vergini aggiunga qualcosa alle qualità di una donna?!?

Sarò dissacrante, lo dico fin d’ora. Non mi piace mancare di rispetto alle idee altrui, quindi cercherò di limitare il mio argomentare a una disquisizione puramente logica, scevra (o quasi) di giudizi. Ma è inevitabile per me prendere una posizione netta in merito.

Premesso che ognuno è libero di agire come crede, pur sempre nel rispetto dei confini altrui, trovo assurdo far finta che la sessualità al di fuori del matrimonio o della “persona giusta” non esista: mi sembra soltanto una scusa per evitare il confronto con gli altri e soprattutto con se stessi e con la propria fisicità.

Fisicità che secoli di retaggi culturali ci hanno insegnato a demonizzare, educandoci alla vergogna. Così c’è ancora chi non osa prendersi la responsabilità di esplorarsi e di lasciarsi andare al piacere, nascondendosi dietro a dei valori.

Aspettare, essere pronte. Per carità, concetti anche giusti, ma non in esclusiva. La verginità non è l’unica scelta per non finire all’inferno; anzi, a volte potrebbe essere l’anticamera del purgatorio in vita.

Perchè, permettetemi di dirlo, comprare a scatola chiusa è un grosso rischio: sposarsi senza avere idea di come sia l’intesa sessuale è una follia, ad esempio. Eppure c’è ancora chi lo fa e che nella maggior parte dei casi vive poi una vita di coppia decisamente a metà.

E sono sicura di quel che dico, quando affermo che c’è ancora chi lo fa: basti pensare a realtà come la “Virgin App”, un’applicazione che tramite il touchscreen dello smartphone promette di aiutare giovani e adulti nell’intento di perseguire la propria “purezza”, se non per sempre, almeno fino al raggiungimento di un presunto scopo. (Davvero basta non andare a letto con nessuno, ma magari ammazzarsi di turpi pensieri, per essere puri e immacolati?!?)

L’app offre la possibilità di tenere un diario, di condividere e leggere le motivazioni dell’astinenza, di informarsi scientificamente sui miti legati al sesso e di guardare dei video sull’argomento (?!?!). Ma di che video si tratterà mai?

Non mi so rispondere perchè l’app non la scaricherò. Rimanere vergini mi sembra già un grande e assurdo sacrificio (per chi poi?). Pagare anche 99 centesimi per perpetrarlo, davvero è inconcepibile. Vale 99 centesimi una verginità?? Allora forse ho ragione io. Anche perchè cercare aiuto per mantenere una posizione che dovrebbe essere saldamente radicata in chi la prende, non mi sembra il massimo della coerenza.

E se i principi di cui sopra non sono così saldi, allora non ve la raccontate: scegliere la verginità a oltranza è sintomo di qualcos’altro che non va. Con voi stessi, con il vostro corpo o con il vostro partner “storico”.

Tutto questo però non vuole prescindere da un concetto fondamentale: il corpo è intimamente nostro e ognuno sceglie il modo migliore per non violarlo. Lasciatemi soltanto dire che vietarsi di provare piacere e costringersi a negare una parte di se stessi (perchè il sesso è innegabilmente una parte di noi), mi sembra francamente una violenza più grande di molte altre.

Detto questo, se proprio siete curiosi, 99 centesimi non sono poi così tanti.

photo credit: quinn.anya via photopin cc