È di ieri la notizia più curiosa del momento: Natsu, un giapponese anonimo, ha vinto all’asta con un’offerta di 780.000 dollari la verginità di Catarina Migliorini, una studentessa brasiliana di 20 anni. Il tutto condotto su un sito australiano alla luce del sole.

Virgins Wanted è il sito che sta mettendo all’asta vergini maschi e femmine al miglior offerente: la vincita del giorno è quella della brasiliana Catarina, mentre Nene B., la controparte maschile dell’asta, si porterà a casa appena 3.000 dollari australiani.

Il sito in questione mette le cose molto in chiaro nella sezione Terms and Conditions: chiunque, in ogni parte del mondo può fare un’offerta, nessuna delle vergini è obbligata a partecipare ma lo fa per se stessa. Non sono permessi baci, come insegnava già Pretty Woman, né droghe, né feticci o sex toys, nessun dispositivo di registrazione e il tempo minimo per consumare il rapporto è di un’ora.

Il sito garantisce che l’appuntamento si svolgerà in luoghi dove la pratica è considerata legale. Nello specifico su un aereo che dall’Australia volerà fino agli Stati Uniti. Prima dell’incontro la studentessa di fisica dovrà sottoporsi a un test che dimostri l’effettiva verginità, mentre il compratore Natsu dovrà portare dalla sua un test sulle Malattie Sessualmente Trasmissibili, perché il tutto sia perfettamente sicuro.

Secondo la ragazza, nonostante l’equazione sia piuttosto chiara, soldi in cambio di sesso e verginità per di più, non si tratta di prostituzione:

«Se lo fai solo una volta nella vita non sei una prostituta, proprio come scattare una bellissima foto non fa di te un fotografo. L’asta è semplicemente un affare, sono una ragazza romantica in fondo e credo nell’amore. Ma questo farà una grande differenza per me.»

Catarina è già la persona più discussa del Brasile, con un documentarista pronto a fare un film sulla sua vicenda. Tra l’altro ha promesso di donare il 90% del ricavato a un’organizzazione benefica, ma chissà chi prenderà apertamente dei soldi ricavati da una verginità messa all’asta. Ma c’è già chi considera il tutto una manovra pubblicitaria di un documentarista sconosciuto e di una casa di produzione cinematografica altrettanto sconosciuta, la Thomas William Productions, che ha lanciato il sito stesso, e il tutto potrebbe essere solo una grande bufala.

Fonte: HuffingtonPost, VirginsWanted