È la varietà uno dei punti di forza della collezione Autunno Inverno 2016-2017 presentata da Donatella Versace in chiusura della terza giornata di sfilate di Milano Moda Donna, quando ormai la kermesse è arrivata al giro di boa. La donna Versace è infatti metropolitana, dal look glamour ma sportivo al tempo stesso, che veste il nero tipico dei look della stagione fredda ma non dimentica i colori pastello che spopolano già in queste prime giornate di sole.

Naturalmente gli outfit sono anche molto rock, proprio come ci si aspetta dal brand, e ogni creazione nasconde delle chiusure lampo quasi invisibili e posizionate qua e là perché, spiega Donatella Versace, la donna possa “aprire e chiudere” l’abito dove, come e quando vuole, “se lo vuole”.

Galleria di immagini: Versace, la collezione Autunno Inverno 2016-2017

Se le zip sono invisibili e fonte di sottile malizia e attesa su abiti, tute, camicie e giacche di tutta la prima parte della sfilata, poco hanno lasciato alla fantasia gli incidenti che hanno visto scoprire il seno delle modelle che indossavano un tipo di abito con sottili spalline e décolléte drappeggiato. Più di una vittima, tra cui la bella Gigi Hadid, tra le super star della sfilata insieme all’angelo Adriana Lima e a Karlie Kloss.

Gli abiti in diverse tonalità di nero, su mix di pelle e tessuti in modelli attillatissimi, con l’avanzare dello show lasciano il passo ai colori pastello rosa e blu, che creano contrasti di luce protagonisti su abiti, cappotti, pantaloni. Fa poi la comparsa anche il giallo, che si mescola al corallo, al nero, all’azzurro e al bianco nelle stampe immancabili. Borse e tacchi (medi o altissimi, come piacciono a Donatella) mixano il nero ai colori della collezione, come fanno anche le grosse paillette dei look finali.

Solo due abiti lunghi da sera chiudono la collezione (c’è però un elegante tailleur pantalone, nero lucente di seta e paillette) perché, spiega Donatella Versace, “per quelli c’è l’alta moda. Qui mi sono concentrata sull’abbigliamento da giorno. Ho voluto che ogni singolo pezzo fosse portabile e desiderabile: in una parola, reale”.