Dopo le note vicende che hanno visto coinvolto l’ormai ex direttore del Fondo Monetario Internazionale Dominique Strauss-Kahn, la corsa alla sua sostituzione entra nel vivo. Due fino a ora le candidature ufficializzate, quella del governatore della Banca del Messico Agustin Carstens e del Ministro dell’Economia e delle Finanze di Parigi Christine Lagarde.

La francese rappresenta un elemento di continuità sia con il dimissionario Strauss-Kahn che con la tacita consuetudine che vuole al vertice del Fmi un rappresentante europeo. Prassi a cui si oppongono soprattutto le potenze emergenti come l’India, la Cina e la Russia. Opposto avviso per la cancelliera tedesca Angela Merkel, intervenuta giovedì scorso per invitare a prendere in seria considerazione l’ipotesi francese.

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Christine Lagarde, come ha dichiarato lo stesso capo di governo tedesco:

“ha un’eccellente reputazione nel mondo, come ministro delle Finanze. Per molti versi, rappresenta una combinazione ideale di esperienze economiche e politiche”

La Merkel ha poi proseguito auspicando un’analisi attenta e oggettiva da parte degli altri stati:

“Spero che i Paesi emergenti e gli altri Paesi si concentrino su questo e facciano una valutazione oggettiva, anche se ovviamente hanno anche la loro chance”.

Il 17 giugno verrà diramata la lista definitiva con le candidature al vertice del Fondo Monetario Internazionale. Solo allora si potranno valutare con maggiore chiarezza quanto reali siano le possibilità di vedere una donna al comando di uno dei più potenti organismi economici mondiali.