In un’intervista al Corriere della Sera, Bruno Vespa espone il proprio punto di vista sul rinnovo del contratto di lavoro presso la Rai.

Il Consiglio di Amministrazione ha chiesto uno studio più approfondito sulla riconferma del contratto di Vespa, che sembra sia troppo oneroso per le tasche della televisione pubblica.

Nell’intervista, il presentatore di “Porta a porta” spiega che le notizie pubblicate sui giornali risultano, conti alla mano, false: si tratta, infatti, di un rincaro dell’11,18% rispetto al 20% riportato dai media.

Inoltre, il giornalista sottolinea che, nonostante sia in un momento di crisi, la Rai si permette di pagare più del dovuto alcuni programmi che hanno ottenuto ascolti più bassi di “Porta a porta”:

‘Porta a porta’ ha un costo bassissi­mo: 45 mila euro per puntata ‘chiavi in mano’, è fermo da anni, grazie al rigore amministrativo di Claudio Donat Cattin e di Giovanna Montanari. Per 140 punta­te fa 6 milioni 300 mila euro. Roberto Be­nigni vendette 12 puntate di seconda se­rata della Divina Commedia registrate in pubblico a Firenze, quindi già ammortizzate, per 400 mila euro l’una, per un totale di 4.800.000 euro. Gli ascolti furono più bassi di “Porta a porta”, ma nessuno bat­té ciglio. Certo, l’arte costa…

All’intervistatore del Corriere, Vespa spiega che la pubblicità trasmessa nelle pause di Porta a porta frutta un buon guadagno alla Rai, circa 20 milioni di euro. Inoltre, si deve tener conto della prontezza con la quale lo staff della trasmissione va in onda, quale che sia l’avvenimento italiano o internazionale.

Infine, Vespa presenta una proposta: destinare 150.000 euro del nuovo contratto a borse di studio per i giovani

Adesso vorrei ri­nunciare a 150 mila euro all’anno del mio nuovo contratto, 600 mila euro in quattro anni, se la Rai utilizzasse questa somma per dieci borse di studio annuali da 15 mila euro l’una per dieci giovani da ammettere tramite un corso-concorso serissimo, co­me quello che quarant’anni fa portò me e altri trenta colleghi in Rai. Mi piacereb­be che una somma analoga la sot­toscrivessero insieme Santoro, Fazio, Dandini, Bignardi, Annunziata, Floris in modo da raggiungere le venti borse di studio.