I viaggi possono essere forieri di gaffe internazionali che potrebbero essere causa di incomprensioni con gli autoctoni. In fondo, paese che vai, usanza che trovi: ci si può sentire cittadini del mondo quanto si vuole, ma che si vada in Cina o nel Regno Unito, la sostanza non cambia e si deve portare rispetto agli ospiti. È in quest’ottica che è nato un vero e proprio vademecum su LateRooms.com, un compendio su come comportarsi in ogni occasione quando si è all’estero.

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Nel vademecum si parla ad esempio del Regno Unito: per i viaggi in questa nazione, molto spesso una tappa fondamentale è il pub, luogo d’incontro e di compagnia. Qui, quando ci si reca con un gruppo di amici, si paga a turno un giro, non importa in quanti si sia. È un’usanza che va rispettata, per cui è bene andare al banco con il portafogli gonfio e non pagare solo per sé, anche se il concetto del “giro” fa spendere la stessa cifra. La convivialità è fondamentale anche in Cina: mangiare con le bacchette – si sa – non è facile per nessuno, ma non ci si deve demoralizzare e se un pezzo di riso cade nella ciotola, lo si deve cercare di riprendere finché non si è riusciti. In questo, Pai Mei docet.

Le usanze degli ospiti che vanno rispettate non comprendono soltanto il convivio, ma anche le affettuosità in pubblico e la gestualità. Quando si è a tavola negli Emirati Arabi, si deve utilizzare sempre la mano destra, perché la sinistra viene considerata sporca: è un piccolo problema per i mancini, che dovranno pensarci due volte prima di porre qualcosa con la mano che a loro è più congeniale. In Iraq, invece, per dare un regalo devono essere utilizzate entrambe le mani, in Giappone non ci si deve soffiare il naso in pubblico, a Singapore niente baci e abbracci in pubblico, mentre in Olanda gli amici cari vengono salutati con tre baci sulle guance. E niente spalle o gambe scoperte in molti Paesi musulmani: laddove il velo per le autoctone è un obbligo, le turiste devono cercare di non offendere la sensibilità dei cittadini del luogo.

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Se si va pazzi per la carne, la si dovrebbe evitare in India, dove alcuni animali, come le vacche, sono sacre. In molti luoghi, dal Mar Rosso ai Caraibi, non ci si può portare a casa pezzi di corallo, a meno che non si sia comprata una collanina su una bancarella, ma niente in generale che provenga dall’ecosistema, compresi anche piccoli animali. Un piccolo capitolo a parte merita il viaggio aereo: non in tutti i Paesi si usa applaudire all’atterraggio ma, suvvia, in presenza di viaggi lunghi e di turbolenze a volte il pilota l’applauso se lo merita.

Fonte: Libero.