Il cinema, soprattutto quello americano, offre numerosi esempi di come intraprendere un viaggio da soli possa essere un’esperienza positiva, addirittura rigenerante. Film come “Into the wild” o “Mangia, prega, ama”, al di là delle rispettive trame e degli epiloghi più o meno felici, rispecchiano perfettamente l’anima del viaggiatore solitario che sceglie di partire per un viaggio alla ricerca di sé stesso.

In realtà, la nostra vita quotidiana è spesso ben più pragmatica e per molte persone viaggiare da soli diventa sinonimo di paure, pericoli o scarso divertimento. Come si potrebbe preferire una vacanza solitaria a una in compagnia del proprio partner o del proprio gruppo di amici?

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La sensazione più diffusa è che un viaggiatore sia solo, solo contro il mondo e quello che esso può riservargli, al punto da non trovare alcuna valida ragione per fare le valigie e partire accompagnati solo dalla fiducia in sé stessi.

Nonostante ciò, il viaggio intrapreso in solitudine può essere un’esperienza magica e irripetibile, che farà crescere l’esploratore donandogli gli strumenti per affrontare le difficoltà, oltre che un buona dose di fiducia in sé stesso. Che si tratti di una crociera, di una tour in giro per l’Europa, di un weekend all’insegna dell’arte o di un viaggio on the road, è un percorso, quello solitario, che merita di essere seguito almeno una volta nella vita. Ecco spiegate le ragioni.

Viaggiare da soli significa non avere nessun limite di tempo, nessuna scadenza per fare attività o vedere luoghi. Il tempo, infatti, sembra essere uno dei fattori che più scarseggiano nei viaggi di gruppo e che, spesso, può irritare gli spiriti più liberi.

Partire da soli non implica certo di dover restare da soli durante tutto il viaggio. Una delle situazioni più probabili, infatti, è la conoscenza di persone nuove che non faranno altro che allietare i giorni fuori casa e arricchire la propria esperienza.

Durante una vacanza solitaria, inoltre, si è artefici del proprio destino: tutte le decisioni vengono prese dal viaggiatore che, in questo modo, aumenterà la fiducia in sé stesso e la sua capacità di organizzazione. Scegliere quali attività svolgere, dove andare e chi incontrare sarà un forte stimolo anche per i più scettici.

I ritmi forsennati della vita quotidiana e le nuove tecnologie negano, spesso, anche i pochi momenti che si hanno per stare soli con sé stessi. Da questo punto vista, chi intraprende un viaggio da solo lo trasforma, inevitabilmente, in una sorta di percorso spirituale alla scoperta del proprio inconscio. Meno persone, meno parole, più sensazioni e pensieri.