Venezia è una città molto suggestiva sotto molti punti di vista. In tanti la considerano una città romantica, altri credono che dia un senso di morte, ma una volta all’anno Venezia acquista un senso che è universalmente riconosciuto da tutti. A carnevale la città si riempie di maschere, di colori, di goliardia, diviene quella che nell’immaginario collettivo è lo scenario delle avventure di Casanova, delle commedie di Goldoni, del divertimento sano, pulito, disimpegnato e culturale al tempo stesso.

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Tutto questo è Venezia a Carnevale, oltre all’immancabile passeggiata per i calli, il giro in gondola, godersi il fascino senza tempo di un luogo costruito sull’acqua, che un tempo regnava sul mondo grazie ai rapporti marittimi con tutto l’orbe conosciuto. E il carnevale è solo la ciliegina sulla torta. In questi giorni Venezia riscopre il suo senso più intimo, attraverso molti eventi e attività che non colgono semplicemente l’attenzione dei turisti, impegnati in un’eccezionale gita fuori porta, ma colgono l’attenzione del mondo intero.

Il carnevale di Venezia inizia come sempre con il volo dell’angelo, un residuo del Medioevo altamente simbolico: le feste medievali esordivano infatti lanciando da un edificio un condannato a morte e solo allora la festa poteva cominciare. Oggi, il volo dell’angelo si svolge in assoluta sicurezza, nessuno si fa male e piace a grandi e piccini. Il volo si è svolto ieri, grazie alla performarce di Marta Finotto, che è stata l’angelo per quest’anno, scesa dal campanile della splendida piazza San Marco vestita come una ballerina del Moulin Rouge, un costume elaborato da Stefano Nicolao. Come sottofondo musicale è stato scelto Mahler, mentre giungevano per le strade le 12 Marie del Carnevale, altro appuntamento fisso a Venezia.

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Ma chi si è perso la giornata di ieri non dovrà preoccuparsi, perché il carnevale continua, con tanto di figuranti e di sbandieratori, quelli del Consorzio Europeo Rievocazioni Storiche guidati da Massimo Andreoli. Basta avere una maschera e tanta voglia di giocare: il carnevale può avere due differenti letture, quella dei bambini che giocano e immaginano per un giorno di essere persone differenti, quella degli adulti che per un giorno possono giocare a essere davvero diversi, con l’aiuto di una maschera, prima di indossare la solita divisa e sentirsi un po’ meno speciali.

Fonte: Venezia.