Il vibratore sessuale è un oggetto elettronico che, grazie a un piccolo motore interno, permette di raggiungere l’orgasmo. Normalmente di forma fallica, oggi il mercato mette a disposizione le tipologie più strane e originali, adatte a soddisfare le esigenze di tutte. Poche, però, sanno che il vibratore nacque per tutt’altri scopi.

I primi vibratori furono inventati nel 1880 e venivano utilizzati per scopi terapeutici: i medici, infatti, li adoperavano per curare le donne dall’isteria perché conviti che la malattia fosse causata da un eccesso di fluidi all’interno dell’utero.

La terapia consigliata in questi casi era il matrimonio o, in alternativa, il parossismo isterico: erano gli stessi medici che stimolavano la vagina della donna ai fini di farle raggiungere l’orgasmo, che doveva servire a espellere, appunto, i liquidi in eccesso. I medici, però, consideravano la stimolazione vaginale una pratica lunga e faticosa, da qui l’esigenza di creare degli apparecchi elettronici che li aiutassero durante queste sedute particolari.

Fin qui abbiamo parlato della nascita dei primi vibratori elettronici, ma esistono anche gli antenati del vibratore e, in questo caso, dobbiamo fare un enorme salto in dietro nel passato. Nell’Antica Grecia era diffuso l’uso di Olisbos: una sorta di pene di legno o di cuoio imbottito unto con dell’olio, usato nei rapporti di coppia o nelle pratiche di autoerotismo. A questo proposito

al Museo Nazionale di Copenaghen possiamo ammirare un vaso greco, del IV A.C., raffigurante una donna che si masturba con un olisbos.

Nell’antica Roma, la forte influenza della Chiesa porta quest’ultima a interessarsi della questione:

Nel Concilio di Ankara (314 D.C.), condannando l’uso dei falli artificiali da parte delle monache, svelandoci quindi questo particolare uso da parte delle religiose.

In Epoca Vittoriana, invece, fanno la loro comparsa i primi Dildo: oggetti fallici fatti di caucciù che incominciano a essere più realistici di quelli del passato. Paradossalmente, è proprio in questo periodo che la masturbazione incomincia a essere considerata un comportamento deviante e nascono le famose leggende sui suoi effetti negativi, come cecità, cancro, pazzia, sterilità.

L’invenzione del primo vibratore moderno si deve al dottor Jospeh Mortimer Granville, tant’è che venne ribattezzato “Granville’s hammer”, il martello di Granville. Fu, però, una società americana a brevettarlo e a portarlo al successo grazie anche all’avvento della pornografia cinematografica.

Oggi è convinzione comune considerare il vibratore un semplice oggetto da sexyshop, ma questa accezione, oltre a essere riduttiva, nasconde in se tutti quei pregiudizi che ruotano intorno ai sex toy. In realtà, l’uso del vibratore e di tutti gli altri sex toy, oltre a essere consigliati dai sessuologi per coloro che hanno difficoltà a raggiungere l’orgasmo, possono arricchire la vita sessuale di molti e smorzare quella monotonia che ogni tanto fa capolino anche nelle coppie più fantasiose.

Recentemente, infine, la storia del vibratore è approdata al cinema grazie al contributo di Maggie Gyllenhaal, sorella del più famoso Jake.