Le associazioni pro vita continuano a proclamare il loro diritto a partecipare a “Vieni via con me“, nonostante il deciso no del conduttore Fabio Fazio, che non accetta il contraddittorio perché non si tratta di informazione, bensì spettacolo di varietà. Si attende per oggi la risposta definitiva da parte dei dirigenti Rai.

Fazio ha commentato:

Accettare la replica dei comitati pro vita sarebbe come dire che la nostra trasmissione possa essere pro morte. Questo è davvero inaccettabile. Io credo che sugli aspetti più delicati dell’esistenza, la nascita e la morte, non siano accettabili né strumentalizzazioni né mediazioni di nessun tipo. Roberto Saviano ha raccontato la storia d’amore tra Piergiorgio e Mina Welby e abbiamo sentito le parole di Beppino Englaro. Quando si raccontano storie personali, è difficile replicare. Si può replicare a un’opinione ma non a una storia o a un’esperienza. Quelle sono esperienze estreme. Raccontare l’esperienza di Welby o di Englaro non significa essere contro gli altri. Come si fa a pensare che si possa essere contro i malati o contro le famiglie che li assistono fino all’ultimo in modo eroico? La Rai ha tantissime trasmissioni, e io stesso conduco anche “Che tempo che fa”, dove ho invitato Casini che però non è potuto venire perché aveva impegni.

Pierferdinando Casini ha replicato immediatamente a Fazio:

La risposta di Fazio è vergognosa perché confonde le mele con le pere e lo fa deliberatamente. Che io vada o meno ospite in una trasmissione di Fabio Fazio non ha nulla a che vedere con la voce che chiediamo venga data ai disabili gravissimi che scelgono di vivere e alle loro famiglie. Non ho condotto una battaglia per chiedere spazi televisivi che ho a sufficienza.

Intanto si scatenano anche il presidente del Progetto Culturale della Cei, il cardinal Ruini, e della presidente del PD Rosy Bindi: il primo a confermare l’idea di una televisione che conceda la parola a tutti, la seconda che afferma che il programma non è una tribuna politica e non c’è una parte da risarcire, anche perché l’idea di un bipolarismo etico appare assurda.

Persino il direttore di “Avvenire”, Mario Tarquinio si scatena nella querelle sollevata:

Fabio Fazio ha speso molte parole per dire di nuovo “no” ai malati e alle loro famiglie. E ha spiegato che “alle storie dei coniugi Welby e di Beppino Englaro non si replica con opinioni”. Infatti. Noi di “Avvenire” non abbiamo chiesto, raccogliendo le voci negate dei malati e delle loro famiglie di replicare con opinioni, ma di far parlare altre storie. Quelle che Fazio, anche a nome di Saviano, continua a non considerare degne della sua narrazione televisiva di successo. Nel nome, dice, della libertà autorale. Ma quale libertà è quella che giudica inaccettabile la verità?

Come andrà a finire? Ma soprattutto, è giusto che Fazio invochi una libertà di parola da parte dell’autore ed è vero che la libertà di parola viene negata alla controparte? Nel frattempo, le associazioni pro-life faranno il loro ingresso a Porta a Porta, il salotto di Bruno Vespa.