Il risultato che ha ottenuto “Vieni via con me” è stato stupefacente: gli ascolti sono stati addirittura più alti di quelli del Grande Fratello. Anche Paolo Ruffini, direttore di Rai Tre, è rimasto piacevolmente sorpreso dal risultato raggiunto.

Come coloro che hanno seguito il programma, Ruffini ha provato tante emozioni durante lo show, tanto criticato dai vertici Rai. Evidentemente la formula vincente è stata raccontare la realtà che gli altri hanno paura di affrontare:

Sono felice per quello che è successo ieri. Come tanti, tantissimi italiani, mi sono ritrovato a ridere, a pensare, a commuovermi. E a riflettere anche sulla televisione, sul senso del servizio pubblico. La libertà non è nemica della buona televisione. E una TV diversa è possibile.

Per una volta tanto, la TV pubblica ha prevalso sui “programmi spazzatura“. Un segnale davvero forte se si considera la direzione in cui il settore televisivo si sta dirigendo: ovvero verso una TV fatta solo di reality e talent show. Non ci sarebbe più posto per l’informazione nuda e cruda.

Sorprendente anche il target raggiunto dal programma, che è riuscito a tenere incollato al teleschermo un pubblico adulto, giovane e addirittura anziano:

Sono felice del programma, di quello che ha raccontato e di come lo ha raccontato. E sono felice degli ascolti, per quello che significano, per quello che dimostrano, per quello che insegnano. Il programma è stato visto da un pubblico giovanissimo, giovane, adulto e anziano. E non è facile tenere insieme età così diverse per un tempo televisivo così lungo. Se tutto questo è stato possibile, lo dobbiamo tutti, io per primo, a chi ci ha creduto nonostante tutto. Grazie!