Sesso e ansie, un binomio che spesso sembra essere indissolubile. Arriva per tutti quel momento dell’evoluzione della relazione in cui il canonico erotismo non basta più, quell’attimo in cui si capisce di dover abbandonare la solita routine in camera da letto. Ma come fare a raggiungere una consapevolezza erotica nuova, ad abbattare remore o vergogne che da decenni ci si trascina come pesanti zavorre sulle spalle?

La realtà è molto spesso diversa dai romanzi alla 50 Sfumature Di Grigio, dove la morigerata protagonista è portata alla scoperta di un nuovo sesso dall’infinita esperienza del suo malizioso compagno. La realtà delle relazioni di coppia è spesso caratterizzata dal non detto, dalla paura di essere mal giudicate, dal timore di non essere abbastanza – o di essere addirittura troppo – per il proprio partner. Come liberarsi, quindi, di queste paure? Come determinare il proprio desiderio senza subirne lo stigma?

Sono solo tre gli step necessari per liberarsi sessualmente, così come ricordano gli esperti sessuologi interrogati dal portale Your Tango. Il primo, è sicuramente quello della consapevolezza. Nel sesso non si dovrebbe mai timbrare il cartellino, non esiste il bingo del Kamasutra e nemmeno le “x” delle pratiche da segnare sul calendario una volta raggiunte. Ognuno ha il proprio modo di esporsi all’eros, ognuno ha i propri confini su cosa sia ammissibile e cosa sia disdicevole. Ecco quindi che la prima mossa è concentrarsi sui propri limiti: domandarsi quale sia la massima fantasia erotica che si vorrebbe raggiungere, è già un buon modo per definire il perimetro del proprio desiderio.

Si procede, perciò, con la calma. Come si diceva poc’anzi, non vi sono cartellini da timbrare in fatto di sesso e non vi è nemmeno una data di scadenza. La curiosità erotica più recondita non potrà essere realizzata all’indomani della decisione di aprire i propri orizzonti sessuali, l’apprendimento è sempre un processo che avviene per gradi. Non si diventa, in altre parole, le regine del BDSM o del sesso tantrico con il sol sventolare di una bacchetta magica. Si procede pian piano, introducendo di volta in volta un nuovo elemento nel rapporto, chiedendo al partner di fermarsi o premere sul pedale del freno qualora si percepisse di aver sbagliato strada. Questo soprattutto se si viene da decenni di missonaria imperterrita o di poca espressione del proprio piacere, il tutto per il quieto vivere con il partner.

Infine, l’ultimo passo di questo percorso è quello della parola. Parlare, parlare, parlare: non bisogna mai provare vergogna nell’esprimere le proprie curiosità al partner. Le ricerche spesso dimostrano come le donne non esprimano le loro fantasie perché timorose di essere additate come delle poco di buono. Ma in questo caso non si sta facendo delle confessioni impronunciabili alla cara nonna malata, alla cassiera del supermercato o al datore di lavoro. Si sta parlando con il compagno, con la persona con cui si ha più intimità in questo mondo. È sempre così semplice mostrare il proprio corpo nudo alla persona amata, perché dovrebbe essere difficile mostrare la propria mente?

Fonte: Your Tango