Non ha mai fine la lunga lista di donne e bambine che ogni giorno vengono violentate da uomini senza scrupoli e senza dignità. In questo periodo più che mai vengono alla luce casi disperati, a volte terminati in tragedia.

Il primo caso si è svolto a Taranto, dove un 44enne ha ucciso il padre a furia di calci e pugni per poi bruciarne il cadavere. La causa di tutta questa furia è da imputare al fatto che l’uomo sospettava che il padre facesse delle avances a sua figlia. Sospetto non del tutto infondato, in quanto l’uomo era stato condannato a 6 anni di reclusione per abusi sessuali nei confronti di minori.

L’omicidio risale al 27 luglio, quando il 44enne era andato a prendere il padre sottoposto a una revoca degli arresti domiciliari da una casa di cura. L’anziano è stato così ucciso dal figlio e poi bruciato in un serbatoio di eternit.

Il figlio oggi ha confessato: è stato arrestato per omicidio volontario aggravato, distruzione e occultamento di cadavere. I resti dell’anziano sono infatti stati trovati nelle campagne circostanti, come il colpevole stesso ha indicato agli inquirenti.

Un regolamento di conti finito in tragedia, ma che non rende giustizia alla bambina che soffrirà di seri problemi psicologici sia a causa degli abusi del nonno che dall’incarcerazione del padre.

Altri casi riportati oggi si sono verificati a Pescara, dove una 14enne è stata portata in una cantina abbandonata di una casa diroccata e violentata da due ragazzini di soli 15 e 16 anni. A salvarla sono state le amiche che, presenti durante il rapimento, si sono recate sul luogo e hanno fatto fuggire i violentatori a suon di urla.

A Napoli, invece, una badante nigeriana 34enne è stata avvicinata alla fermata del pullman da un istruttore di body building originario del Ghana che, dopo averla fatta salire in macchina con la scusa di un passaggio, l’ha portata in una pineta e l’ha violentata assieme a tre complici.

È davvero infinita la serie di violenze che le donne sono costrette a subire ogni giorno, senza mai avere adeguata giustizia. Si spera solo che la legge punisca debitamente questi atti e agisca in modo da porre una fine a tali soprusi.