Siamo le arpie del XXI secolo. Creature non del tutto umane, dotate di coda e di sembianze mostruose. Ma, come diceva Jessica Rabbit, “la colpa non è nostra, è che ci disegnano così”. E l’uomo del XXI secolo bè…è una povera vittima indifesa. Ah come cambiano i tempi!

Da una ricerca condotta nella Capitale, emergono infatti dati a dir poco sconcertanti: almeno il 60% dei romani fra i 18 e i 70 anni riferisce infatti di subire sevizie fisiche (da graffi e schiaffi a pugni e calci, passando per l’interruzione o il rifiuto del rapporto sessuale) e soprattutto morali (derisione, paragoni irridenti, minacce, umiliazioni, offese in pubblico, critiche per motivi fisici ed economici) da mogli e compagne. Ma dunque dove sarebbe finito l’uomo italico-romano coatto e al contempo così serafico da far invidia a Mr Chuck?

E da qui al “telefono blu” il passo è breve, la violenza sulle donne verrà soppiantata da una nuova, più importante piaga sociale (la violenza sugli uomini ovviamente) e il mondo sarà definitivamente ribaltato.

Ma si tratta veramente di violenza oppure di dinamiche di coppia di difficile definizione? No perchè mi pare che si tenda a utilizzare i termini con troppa leggerezza. Detto questo, l’unica cosa certa è che la violenza non è mai accettabile.

L’idea di un capovolgimento così radicale dei ruoli in ogni caso mi fa quanto meno sorridere, perchè la presunta indignazione del voler offuscare la violenza sulle donne spostando l’attenzione su altro, non la voglio nemmeno prendere in considerazione.

Diciamo, per rimanere quanto meno neutrali, che nessuno dovrebbe subire condizionamenti o abusi, nè psicologici nè fisici. Che siano donne o uomini. Secoli di soprusi di genere non possono giustificare una sorta di “vendetta“.

L’evoluzione è crescere insieme. Tutt’al più si potrebbe scrivere la sceneggiatura di un film comico con i risultati di questa ricerca, sorridendo anche sul concetto di “uomo oggetto“. E non per sminuire la questione, ma semplicemente per portarla a galla senza farne una tragedia. In fondo l’interruzione di un rapporto sessuale non è più grave di un pavimento cosparso di calzini (usati).

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