Alzarsi una mattina, come tutte le altre, e andare a lavoro. Lasciarsi trasportare da una routine che, se pur noiosa, dà sicurezza, e ritrovarsi, non si sa come, non si sa perché, con il volto sfregiato dall’acido, per volere di un folle psicopatico non ancora individuato, ma che per certo sapeva tutti i nostri spostamenti, tutte le nostre abitudini.

E’ accaduto a Genova, dove una donna di 46 anni, addetta alle pulizie nell’Ospedale Galliera, è stata aggredita e sfigurata da un uomo con il volto coperto mentre si cambiava nello spogliatoio degli addetti ai lavori. “Per spruzzare il liquido ha utilizzato uno spruzzino di quelli che si usano per le pulizie”, ha commentato la vittima, separata dal marito da un po’ di tempo, ha dichiarato che quest’ultimo nell’ultimo periodo la assillava per aver lasciato la loro casa ed essere andata a vivere con un nuovo compagno. L’uomo ha un alibi credibile: al momento dell’aggressione era a casa con i figli e non riesce, tra l’altro, a deambulare bene.

La donna ora è ricoverata al San Martino di Genova e riporta una profonda lesione alla retina di un occhio e ustioni sul viso, sulle labbra e sulle braccia.

Il gesto compiuto da quest’uomo è una delle più grosse violenze che si possono compiere sul corpo di un essere umano. Privare una persona, donna o uomo che sia, del proprio volto, è una delle azioni più ignobili che possano esserci. Il viso, gli occhi, lo sguardo, sono lo specchio dell’anima e deturparli significa attentare a quest’ultima.

In Italia come nei paesi più sottosviluppati, questa vile e vergognosa pratica diviene sempre più diffusa: una ricerca ha dimostrato che ad essere colpito è soprattutto il sesso femminile. Si viene attaccate per una serie di motivi: il rifiuto del matrimonio, il rifiuto di proseguire una relazione,  il rifiuto di avances sessuali, questioni legate alla dote,  problemi intra-familiari o addirittura  dispute per la un’eredità. Denunciare le minacce e lo stalking è come sempre un primo passo. Allontanare chi ci vuol far del male con l’aiuto delle forze dell’ordine e delle associazioni preposte è forse ciò che può salvarci. Il silenzio porta solo al male.