Siamo a novembre, e in tutto il 2013 fino ad ora sono morte, per mano di un uomo, più di 100 donne. Quanto costa questa violenza? E questa volta non parliamo in termini biblici, ma con un po’ di cinismo facciamo proprio i conti in tasca e proviamo a capire quali sono i costi sociali dei servizi alla persona che implica il femminicidio, intesi proprio come supporti psicologici ed umani, oltre all’impiego delle forze dell’ordine.

Il totale? 16,7 miliardi di euro. Una cifra assurda se si pensa, invece, che per contrastare il fenomeno ormai dilagante lo Stato spende annualmente poco più di 6,3 milioni di euro, una bazzecola a confronto.

L’Istat in collaborazione con alcuni  ricercatori del Cnr e dell’università Bocconi ha da poco concluso la ricerca “Quanto costa il silenzio?”, iniziativa promossa da Intervita Onlus. Lo studio ha stimato che nel 2012 una donna ogni 3 giorni è stata uccisa dal proprio partner, e che più di un milione di donne hanno subito almeno una molestia. Volendo stimare anche gli atti di violenza si arriva alla cifra stratosferica di 14 milioni: ovvero 26 vittime al minuto. Di queste solo il 7,2% denuncia l’accaduto all’autorità giudiziaria, e quasi il 34% passa la vita senza raccontare quello che è successo a nessuno, nemmeno ai propri amici.

La ricerca “Quanto costa il silenzio” si pone come obiettivo il mostrare che la violenza contro le donne riguarda tutti, a partire dai costi economici e finanziari sulla comunità. “Questo nostro studio  –  ha dichiarato Marco Chiesara, presidente di Intervita  –  aumenta la consapevolezza di quanto la violenza sulle donne resti sommersa e di quanto siano spaventose le ricadute economiche e sociali. Emerge con forza che non è solo la donna direttamente coinvolta a scontare la violenza. Dopo una violenza sono tante le donne che perdono il lavoro per brevi o lunghi periodi. Per questo crediamo che sia necessario intervenire per tutelare, sostenere e promuovere l’inserimento lavorativo e il mantenimento del lavoro di donne che hanno subito violenza“.

Qualche altra cifra? Eccola:

- La mancata produttività delle donne vittime di violenza è stata stimata in 604,1 milioni di euro;

- le spese sanitarie costano 460 milioni di euro;

- le cure psicologiche fanno spendere oltre 158,7 milioni;

- l’acquisto di farmaci ammonta ad un costo di 44,5 milioni;

- le Forze dell’Ordine costano 235,7 milioni di euro;

- i costi dell’Ordinamento giudiziario sono di 421,3 mlioni;

- il costo per le spese legali, infine, sfiora i 290 milioni di euro.

Ma la spesa maggiore è senza dubbia quella relativa ai “costi umani e di sofferenza”, che ammontano a 14,3 miliardi. Stima raggiunta valutando le conseguenze della vulnerabilità in cui si trova a vivere il nucleo famigliare, l’impatto sulle relazioni fino alla trasmissione da una generazione all’altra della violenza. Un calcolo che si basa nel metodo su studi pionieristici a livello internazionale e utilizza come parametro il risarcimento danni in caso di incidenti stradali.