Pare sia giunta a una conclusione la battaglia legale che Kiko, marca italiana che opera nel settore della cosmetica, aveva lanciato contro Wjcon. L’azienda milanese, fondata nel 1997 a Milano dal gruppo Percassi, aveva accusato la concorrente per aver sfruttato il suo concept originale per l’arredamento dei punti vendita.

Proprio in questi giorni è arrivato il verdetto finale dalla stessa Kiko che, assistita dallo Studio Legale Mondini Rusconi di Milano, ha sottolineato che la Sezione Specializzata in materia di Impresa del Tribunale di Milano ha vietato a Wjcon l’utilizzo nei suoi punti vendita degli elementi di arredo che caratterizzano i negozi a marchio Kiko, disegnati appositamente dallo studio “Iosa Ghini Associati srl” per i suoi 299 negozi sparsi in tutta Italia.

Il Tribunale ha, infatti, specificato che il concept di arredamento della Kiko ha carattere originale e creativo e, in quanto tale, è tutelato ai sensi della Legge sul Diritto d’Autore. Wjcon, dal canto suo, si sarebbe invece appropriato del suddetto concept tanto da evidenziare “una ripresa pressochè integrale degli elementi di arredo della concorrente, con solo modeste modifiche“.

Secondo la sentenza, l’azienda sotto accusa è colpevole anche di “concorrenza parassitaria” in quanto ha imitato la marca del gruppo Percassi nel complesso delle attività commerciali e promozionali. Insomma, una bella batosta per la Wjcon, condannata al risarcimento dei danni per 716.250 euro. Dalla notifica della sentenza esecutiva l’azienda sconfitta, inoltre, avrà 60 giorni di tempo per eliminare dai suoi 120 negozi gli arredamenti in questione pena, in caso di inadempienza, una sanzione di 10 mila euro per ogni negozio che non rispetti le indicazioni nei tempi prestabiliti.