Il presidente della giuria del reality show “La Pupa e il Secchione” ha deciso di raccontare a tutti i retroscena della trasmissione: Vittorio Sgarbi ha dichiarato di aver seguito un copione affidatogli dalla regia del programma.

Già nella prima edizione, alcuni giurati venivano forniti un copione da seguire alla lettera per valutare le Pupe e i rispettivi Secchioni. Molte delle discussioni tra Sgarbi e Alessandra Mussolini, infatti, nascevano proprio a causa delle decisioni della produzione:

Mi sono trovato maggiormente a mio agio nella prima edizione. Intanto perché rappresentava una novità poi perché c’era più verità, soprattutto grazie allo scontro tra me e Alessandra Mussolini. Ho saputo che a lei venivano date delle indicazioni di voto da parte degli autori. A me nessuno diceva nulla e così mi arrabbiavo tantissimo quando discutevo con lei. I nostri scontri avevano una spontaneità che in questa edizione è mancata.

Poi, durante questa seconda edizione del programma, anche il presidente Sgarbi ha ricevuto direttive su come comportarsi da parte della regia. In questo modo, la produzione è riuscita ad eliminare qualsiasi possibilità di battibecco tra i giurati:

Quest’anno al contrario la giuria si muoveva sulla base di un accordo con la produzione. Non abbiamo la possibilità di avere contraddittorio tra noi: anche noi seguivamo un copione, una sceneggiatura. Il programma sarà divertente per chi lo guarda, sono divertenti le coppie, ma per noi è stressante.

Per quanto riguarda i suoi colleghi che hanno partecipato alla giuria del reality show, Vittorio Sgarbi li ha valutati negativamente a causa della mancanza di libertà di espressione. Anche il litigio iniziale tra Platinette e Elena sull’anoressia potrebbe essere un’invenzione degli autori:

Claudio Sabelli Fioretti non dice niente, Angela Sozio fa degli interventi da tifosa, Platinette ha avuto dei momenti di arrabbiatura, quando ha attaccato Elena per esempio, ma non so se è stata imbeccata dagli autori. La Parietti, con la sua solita smania di farsi vedere non riesce a mettersi in luce e quindi è frustrata. Abbiamo tutti caratteri forti, ma non ci possiamo esprimere.