Ora ci tocca anche Sgarbi” viene cancellato dopo solo una puntata. Colpa degli ascolti bassissimi: i monologhi di Vittorio Sgarbi hanno raggiunto solo l’8.27% di share con poco più di due milioni di telespettatori. Un vero problema per l’ammiraglia Rai, soprattutto nel periodo di garanzia, in cui ci si aspettava almeno il doppio degli ascolti. In realtà il problema degli ascolti non è molto importante, dato che per il momento la trasmissione prevedeva solo due puntate, per riprendere a settembre con quattro puntate. L’annuncio è arrivato dall’ufficio stampa della TV di Stato:

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“La decisione è stata comunicata al professor Sgarbi che l’ha condivisa.”

Il vero problema è un altro: il contratto con Sgarbi sarà onorato, per cui verrà pagato per quello che ha fatto (ben poco a giudicare dal gradimento), e anche per tutte le puntate previste dal contratto. “Ora ci tocca anche Sgarbi” ha mostrato povertà di argomenti: c’era davvero bisogno di scomodare Dylan Thomas e Walt Whitman?

Inoltre, Sgarbi ha imperversato su sue vicende personali, coinvolgendo l’ospite Morgan, che non sapeva davvero cosa fare accanto a lui, ed è stato tacciato di aver rifiutato l’assessorato da lui proposto a Salemi solo perché il musicista non sarebbe stato pagato.

Sgarbi poi ha tentato un’accorata apologia di se stesso, attaccando Oliviero Toscani, passato all’improvviso da amico a traditore, dopo la questione della mafia a cui il critico d’arte pare essere stato accostato dalla stampa. Non è rimasto esente dalla logorrea di Sgarbi nemmeno l’eolico.

I senatori del PD Roberto Della Seta e Francesco Ferrante hanno presentato un’interrogazione in cui si legge:

“Vittorio Sgarbi si è prodotto in un monologo di attacco alle energie pulite, pieno zeppo di affermazioni false e di accuse del tutto inventate. Tutto ciò è inaccettabile e indecente, tanto più perché a ospitare questo spettacolo di quart’ordine, che ha registrato un flop clamoroso, è stato il servizio pubblico radiotelevisivo.”

Sgarbi ha provato a spiegarsi così:

“Chi l’ha visto e Melania sono un interesse superiore rispetto alla difesa del paesaggio. Forse sul paesaggio dovevamo fare una puntata di Chi l’ha visto. Ho ricevuto 500 messaggi tutti positivi: a qualcuno quel modello è piaciuto. Con la Rai ho fatto non un matrimonio ma un funerale. Forse il mio spazio potrebbe essere di notte, prima di Gigi Marzullo. Posso solo dire che potevano essere diversi i ritmi, non potevano essere diversi i contenuti.”