{#Viva l’Italia} è la nuova commedia di Massimiliano Bruno, già regista e sceneggiatore della sua opera prima Nessuno Mi Può Giudicare insieme a Edoardo Falcone. Per la sua seconda prova cinematografica, Bruno ha scelto d’indossare i panni di uno showman di uno spettacolo incentrato sulla lettura degli articoli della Costituzione Italiana, rispolverandoli in favore delle nuove generazioni e per chi troppo spesso, per errore o volontariamente, tende a dimenticarli.

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Per Viva l’Italia, Massimiliano Bruno si è circondato di alcuni degli attori più noti del panorama italiano: da Michele Placido, padre e politico senza scrupoli costretto alla verità da un’improvvisa malattia, a {#Alessandro Gassman}, {#Raul Bova} e {#Ambra Angiolini} nel ruolo dei figli che, chi più e chi meno, hanno attinto alle fonti genitoriali per ritagliarsi non senza difficoltà un piccolo spazio nel mondo del lavoro. Con loro, non mancano poi altri nomi validi come quelli di Rocco Papaleo, Maurizio Mattioli ed Edoardo Leo.

Michele Spagnolo (Placido) è un senatore di origine meridionale; bugiardo e disonesto, subisce all’improvviso un duro colpo: una demenza frontoparetale che lo costringe a esprimersi senza più alcun filtro. I primi a pagarne le conseguenze sono i figli Riccardo (Bova), Valerio (Gassman) e Susanna (Angiolini), costretti a subire la sua inconsueta e diretta sincerità, capace di ferire i sentimenti dei suoi cari ma anche di promuovere la scrittura di un nuovo articolo della Costituzione, riguardante il diritto di ogni cittadino di dover conoscere tutta la verità.

E se un politico fosse costretto a dire solo e soltanto la verità? Certo, sarebbe un duro colpo se lo spunto sfruttato da Massimiliano Bruno per Viva l’Italia accadesse veramente; lo sa bene i cittadini ma lo sa ancora meglio Michele Spagnolo, costretto a fare i conti con una malattia che proprio non si addice allo stile di vita e lavorativo di tutta una vita. Tra scandali, mazzette, crisi e quanto di pessimo ha attanagliato la nazione negli ultimi decenni, si dipanano le vicende scritte a quattro mani ancora dalla coppia Bruno – Falcone.

Accompagnata dal commento musicale di Frankie Hi NRG, {#Daniele Silvestri} e {#Caparezza}, scelti accuratamente dal regista insieme a Italia di Mino Reitano che accompagna un Placido/Spagnolo perplesso che cammina in pigiama nel bel mezzo di un violento scontro tra manifestanti e Polizia, la pellicola è un completo alternarsi di momenti dolci e amari, così come l’attuale situazione politica e sociale del bel paese. Dolci sì, ma solo all’apparenza: infatti, il trabocchetto è sempre dietro all’angolo, pronto a far cadere nell’inganno anche gli ultimi puri rimasti in circolazione.

Con Viva l’Italia, Massimiliano Bruno prova a raccontare in chiave leggera lo sfacelo tricolore di quest’epoca, combinando insieme le risate tipiche della commedia con una riflessione più seria e mirata su quanto ogni giorno silenziosamente, o quasi, accade nel mondo della politica e non solo. Non mancano neanche gli strumenti per provare a smuovere le coscienze col sorriso sulle labbra, un arduo compito di cui si fanno carico le quasi due ore di pellicola, lasciando nello spettatore la voglia o almeno la sensazione di avere in mano la possibilità di cambiare.