Ammettiamolo. Viaggiare con i figli, soprattutto quando sono ancora molto piccoli, è davvero stressante e, in certi casi, può diventare una vera tortura. La scelta poi del mezzo di trasporto giusto sul quale farli viaggiare, se apparentemente molto ampia, in realtà alla fine si riduce notevolmente, perché di fatto trasportare un bambino non è mai cosa facile e qualsiasi mezzo si utilizzi, è certo che si avranno sempre notevoli fastidi. Se parliamo dell’aereo poi, il tutto diventa ancora più complesso.

Oggi molte compagnie aeree cercano di andare incontro alle esigenze dei genitori. Solitamente i piccoli passeggeri vengono suddivisi in due fasce di età, quelli che vanno da 0 a 2 anni e i più grandi, dai 2 ai 12 anni. Per i primi, non c’è un vero e proprio posto a sedere, perché dovranno stare in braccio alla mamma o al papà, rendendo il viaggio sicuramente meno comodo per tutti.

Ecco perché una delle prime precauzioni da prendere, soprattutto per i viaggi a medio e lungo raggio, è chiedere al momento della prenotazione una culla che dovrebbe avere in dotazione qualsiasi compagnia di linea. Inoltre, proprio la nostra compagnia di bandiera, l’Alitalia, mette a disposizione dei più piccoli dei pasti speciali da richiedere sempre anticipatamente, al momento della prenotazione.

Tuttavia, nonostante certe compagnie cerchino di dare lievi agevolazioni a fronte di un lungo viaggio, è pur sempre vero che il genitore deve tenere a mente alcune accortezze che potrebbero essere utili durante un tragitto troppo lungo. Pianificare il viaggio nei minimi dettagli, ad esempio.

Chi deve compiere una lunga tratta, è meglio che scelga di partire la notte. Si sa che i {#bambini} sono molto abitudinari e, col sopraggiungere della sera, è quasi automatico che si addormentino. Farli volare nelle ore notturne quindi, è un modo sicuramente intelligente per recuperare qualche ora sul lungo viaggio, senza che loro se ne accorgano. Ovviamente, se questo non dovesse accadere, la cosa migliore da fare è cercare di trovare dei giochini silenziosi che occupino poco spazio, utili a farli quanto meno distrarre. Di solito è consigliabile portare con sé qualche libro illustrato che possa attirare la loro attenzione o il giocattolo preferito.

Quando sono svegli invece, mentre si sta volando, è opportuno farli bere molto e di frequente. Spesso in aereo c’è un’aria molto secca che può portare alla disidratazione, quindi è opportuno tenere sempre in borsa una bottiglietta d’acqua, comprata dopo aver passato i metal detector o direttamente a bordo dell’aereo.

C’è chi poi, come per gli altri mezzi di trasporto, può soffrire del classico mal d’aereo, per questo è necessario portarsi sempre dietro, all’interno del bagaglio a mano, i medicinali giusti usando infine le solite precauzioni che si hanno prima di ogni partenza: non far mangiare i bambini a ridosso delle ore dell’inizio del viaggio e preferire cibi dalla buona digeribilità. Anche l’abbigliamento è importante, dev’essere comodo e a strati, niente di particolarmente stretto o soffocante. Se si viaggia di notte poi, è consigliabile un pigiamino che darà senz’altro maggior comfort al bambino che potrà dormire più sereno.

Infine, uno dei drammi peggiori per grandi è piccini è il decollo o l’atterraggio, che se non sono realizzati cautamente dal pilota possono essere più o meno traumatici. In questi casi, è sempre meglio dare il biberon, se si ha un bambino ancora molto piccolo; se invece non si hanno più figli in età da latte, allora è preferibile fargli mettere in bocca una caramella da succhiare per evitare che, con il cambiamento della pressione atmosferica, possano soffrire del classico dolore alle orecchie che si avverte in quei momenti.