La carriera lavorativa dipende quasi in toto dalla professionalità che si sa dimostrare. Non basta recarsi tutti i giorni a lavoro: occorre saper mantenere un’etichetta e un ordine che esprimano continuamente la nostra competenza.

Molto spesso, quando si frequenta un ambiente di lavoro per molto tempo, si tende a non badare a quelle piccole, grandi accortezze che costruiscono la nostra professionalità. Si avverte l’ufficio come luogo familiare e si pone in secondo piano la carriera.

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Questo porta inevitabilmente ad alcuni errori a cui non si fa caso, ma che possono minare la propria professionalità e pregiudicare la carriera. Ecco quali errori evitare sul posto di lavoro affiinché si appaia competenti e seri lavoratori.

Innanzitutto, badare alla puntualità e ai ritardi. Se si giunge ad un appuntamento o ad una riunione troppo tardi, sforando l’orario stabilito, se si fa attendere il cliente, si dimostra di non avere alcun rispetto né per i colleghi, né per il proprio lavoro: e non c’è nulla di più grave di questo.

In secondo luogo, occorre sempre mantenere una certa etichetta, vale a dire essere sempre educati e formali. La formalità e l’eleganza nei modi, purché sincere e mai ruffiane, non sono mai esagerate. Scherzare sempre, rispondere al telefono nei momenti meno opportuni, interrompere l’interlocutore e lasciarsi andare a confidenze fuori luogo compromettono la propria persona e la propria professionalità.

A questo si aggiunge un terzo errore, forse il più grave di tutti sul posto di lavoro: la mancanza di prospettive e di apertura mentale. Essere lungimiranti e studiare di continuo per aggiornarsi farà del lavoratore una persona estremamente competente che, al momento opportuno, saprà vedere con gli occhi degli altri e, quindi, ragionare approfonditamente e con criterio.

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La disorganizzazione della propria postazione è un altro fattore da evitare. Apparire ordinati, mettere sempre a posto la propria scrivania e dare agli oggetti, fogli, documenti e penne un criterio farà ordine anche in testa, dando di noi l’immagine di una figura professionale su cui contare.

Infine, occorre saper controllare la propria emotività. Una persona che “ragiona” con l’ira o con il pianto ad ogni minimo cambiamento, chi va nel panico o si fa prendere dall’ansia non potrà mai lavorare in maniera razionale. Non bisogna essere freddi e calcolatori. Tutt’altro: bisogna, invece, saper prendere le proprie emozioni e convogliarle nella giusta direzione, affinché si possa lavorare con criterio, passione e sentimento, senza essere né troppo istintivi, né troppo algidi.

Fonte: Money