Sul lavoro è sempre difficile saper dare le risposte giuste al proprio capoufficio, capendo al volo il suo pensiero. Il difficile è riuscire a bilanciare un comportamento disponibile a svolgere le proprie mansioni, ma non troppo, elastico ma senza eccessi, gentile ma non servile.

Dagli Stati Uniti arrivano alcuni consigli su come far felice il proprio capo in modo da poter entrare nelle sue grazie, senza per questo mostrarsi un “tappetino” privo di carattere e spirito di iniziativa. Pertanto, certe parole giuste al momento giusto possono fare la differenza in un rapporto di lavoro, sempre tenendo presente che anche il capo – per quanto severo e duro – è un essere umano con dei sentimenti.

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La prima frase da non dimenticare è “Sì, certo: sarò felice di farlo. Nessun problema”. Chi non ama un dipendente che non si lamenta e che si dimostra disponibile? Anche se si pensa che il boss sia pesante e stia esagerando, una frase così può essere l’inizio di una relazione nuova, che potrebbe cambiare le relazioni di lavoro con il manager.

Ecco un’altra frase magica: “Come posso aiutarla?”. Tutti i direttori amano ricevere aiuti, soprattutto a svolgere mansioni che nessun altro vuole fare. Queste 3 parole possono aiutare ad acquistare punti all’interno dell’organizzazione aziendale e magari aiutare a fare carriera soprattutto se si riesce veramente a dare una mano e ad alleviare il carico di lavoro del boss.

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E a proposito di mansioni, proporsi come volontario per una seduta di training aziendale metterà il dipendente in buona luce. La frase topica? “Vorrei saperne di più”. Il messaggio che il capo riceverà sarà di disponibilità e di flessibilità a crescere a a dare qualcosa in più all’azienda.

In quest’ottica, dire anche “Cosa posso fare per migliorare?” è una sorta di passpartout per entrare – in senso figurato – nelle grazie del capo. Quando si prende una iniziativa e si chiede consiglio su come fare meglio, si dimostra di avere una cosiddetta “intelligenza emotiva” che i manager apprezzano molto.

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Forse quello che più di tutti un capoufficio vuol sentire da un dipendente è “Questo problema lo possiamo risolvere. Ecco come”. L’espressione del leader cambierà, le sue orecchie si apriranno (virtualmente) e la sua bocca si spalancherà (realmente) in segno di piacevole sorpresa. E la volta successiva non sarà raro che sia il boss a chiedere aiuto o consiglio.

“Amo il mio lavoro”. Che sia vero o meno, è giusto comunicarlo al direttore. Se poi si scende nei particolari e si spiega perché è ancora meglio, magari citando “en passant” le cose che piacciono di meno. Se fino a ora i consigli erano strategici, l’ultimo è una sorta di “sviolinamento necessario”. Quando un dipendente dice “Lei è un grande manager. Grazie per quello che fa” il capo si sente più motivato, purché questa cosa non avvenga troppo spesso e venga detta riferita a un caso specifico in cui il dirigente si è dimostrato comprensivo e di successo.

Fonte: Aol Jobs