La storia che stiamo per raccontarvi arriva dall’Australia e vede protagonista una coppia disposta a tutto pur di avere una figlia femmina. Anche ad abortire, visto che la donna aspettava due gemelli maschi.

Con già tre figli maschi in famiglia, infatti, ora marito e moglie vogliono disperatamente poter scegliere il sesso del loro prossimo nascituro e non affidarsi al caso come è naturale che sia.

Tale richiesta è stata già inoltrata al Patient Review Panel che, ovviamente, l’ha rifiutata e così il caso è finito in tribunale. A marzo ci sarà la sentenza definitiva e i coniugi hanno dichiarato senza mezzi termini che faranno di tutto per avere la certezza del sesso del loro prossimo figlio, anche spostarsi fino in America per utilizzare la fecondazione in vitro.

In Australia, infatti, la scelta del sesso del nascituro è vietata, eccezion fatta per i casi in cui tale scelta potrebbe impedire la trasmissione di malattie genetiche. Queste le parole del marito della donna 30enne:

Le donne abortiranno e termineranno la gravidanza non appena scopriranno che il sesso dei figli non è di loro gradimento. Questa è la verità. È un nostro diritto scegliere. L’impossibilità di selezione è ridicola.

Sembra pensarla allo stesso modo anche il professor Gab Kovacs:

Non vedo come possa nuocere a qualcuno. Le leggi dovrebbero essere scritte per proteggere le persone, non per danneggiarle.

Bob Phelps, direttore di Gene Ethics, invece non condivide gli ideali della battaglia portata avanti dalla coppia australiana:

Perché dovrebbe essere compiuto questo atto illegale? Mi dispiace per loro, per la perdita della figlia. Ma devono trovare un’altra soluzione.

Le considerazioni etiche sul caso si sprecano e si dirigono verso un antico dilemma: abortire è uccidere? Come stabilire quali sono le ragioni giuste o sbagliate per farlo?