Whitney Houston è stata ricordata ieri sera, con affetto e commozione, durante la cerimonia dei Grammy Awards 2012. L’evento tenutosi a Los Angeles si è aperto con una preghiera per la cantante, scomparsa prematuramente a soli 48 anni. Il cerimoniere dell’evento, LL Cool J, ha esordito con un ricordo dell’artista mentre alle sue spalle troneggiava un’immagine della Houston. Queste le sue parole:

«Non c’è modo per aggirare questo momento. La nostra famiglia ha subito un lutto. L’unica cosa che potrà farci sentire bene è unirci in una preghiera per una donna che abbiamo amato moltissimo. Nostra sorella Whitney Houston».

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La sua dipartita, e il relativo ricordo, sono stati il fil rouge dell’intero evento. Parole di commiato e dolore da parte di tutti gli artisti della serata, i quali hanno voluto omaggiare Whitney Houston anche solo con una parola per ringraziarla per la sua arte e la sua passione in tutti questi anni. Durante la cerimonia per i Grammy Awards, Jennifer Hudson, in nero total look, ha intonato “I Will Always Love You” con un’emozionante versione solo voce e pianoforte; mentre Bruno Mars e Stevie Wonder le hanno tributato un omaggio molto sentito. Tony Bennett l’ha definita “la più bella voce che sia mai stato dato sentire”.

La morte di Whitney Houston è giunta inaspettata la notte antecedente l’evento dei Grammy Awards 2012, l’artista era presente a Los Angeles per un concerto-party per celebrare Clive Davis, suo scopritore. Si dice che mentre le luci si accendevano sull’evento, la polizia trasportava il corpo dell’artista lontano dall’albergo, nello stesso edificio dove si stava svolgendo la festa.

Whitney Houston è stata trovata così: probabilmente affogata nella vasca dell’albergo del Beverly Hilton di Beverly Hills, a Los Angeles. Forse vittima di un mix letale di alcol e pillole, accentuato dal calore dell’acqua calda della vasca. La donna, da tempo vittima della depressione, era riuscita a liberarsi dallo spettro della dipendenza da cocaina e crack che ne avevano corrotto le qualità vocali e la stabilità emotiva. Arrivata giovanissima alla fama e alla notorietà, per decenni ai vertici del successo e abbracciata da un innegabile talento, la stella di Whitney Houston si era appannata dopo l’incontro con Bobby Brown.

Il matrimonio turbolento, fatto di violenza e abusi, aveva trascinato entrambi nel vortice della dipendenza devastando l’equilibrio di una donna che per tutta la sua vita aveva lottato per trovare qualcuno che l’amasse senza sfruttarne l’immagine. Ma la sofferenza e il divorzio, le battaglie legali con il padre ed ex manager John Houston, l’avevano resa ancora più fragile e depressa. Whitney Houston è morta sola, poco lontana dalla figlia Bobbi Kristina anche lei dipendente da cocaina, e a un passo dalla possibilità di una nuova rinascita.

Nei video una meravigliosa partecipazione di Whitney ai Grammy Awards del 1987 e l’ultima performance pubblica risalente allo scorso 9 febbraio: