Siamo abituati a vederla sempre perfetta, imperturbabile e serena, a fianco del marito Bill Clinton anche durante gli scandali sessuali dell’ultimo decennio. Ma cosa si nasconde dietro a Hillary Clinton, l’attuale Segretario di Stato degli Stati Uniti? Le indiscrezioni pubblicate da Wikileaks parlano chiaro: è lei la principale protagonista di una torbida storia di spionaggio, che ben oltre si spinge all’ammissibile in democrazia.

A quanto rivelato, Hillary sarebbe coinvolta in gran parte delle vicende più spinose degli ultimi mesi: rapporti con l’Unione Europea, giudizi sui paesi mediorientali, rapporti con il governo di Silvio Berlusconi. E i metodi sono tutt’altro che ortodossi: dalla raccolta di dati biometrici alle affermazioni poco consone alla politica, il ruolo della Clinton è nelle ultime ore sotto la lente d’ingrandimento dei mass-media.

Si parte con le Nazioni Unite, dove Hillary avrebbe chiesto a tutti i collaboratori statunitensi di raccogliere dati sensibili e biometrici sui partecipanti al tavolo UN, comprese misure fisiche, salute mentale, password, carte di credito e abitudini di volo. A cosa potesse servire questo spionaggio non è dato sapere, ma pare evidente si volessero raccogliere più informazioni possibili per indebolire gli avversari politici, in particolare il segretario generale Ban Ki-Moon.

Si prosegue, poi, con l’Italia. La Clinton, questa volta forse legittimamente, ha segretamente indagato sui rapporti tra Berlusconi e Putin perché, pare, un’eventuale alleanza tra Russia e Italia non sarebbe gradita agli USA. Un problema, questo, finito poi in gossip, dato che l’elemento più fondante della relazione fra i due capi di stato parrebbe la passione per le feste e per le belle donne.

Si conclude, infine, con parole poco lusinghiere nei confronti del Medio Oriente e del cancelliere tedesco Angela Merkel. Quest’ultima è insultata per il proprio calmo carattere, considerato poco rischioso e creativo dall’amministrazione americana.

Rivelazioni scottanti, quelle nei confronti di Hillary Clinton, da sempre vista come la rappresentante sia del mondo femminile che della giustizia. Ma, a quanto pare, il potere logora la democrazia anche di un personaggio che sembrava integerrimo.