L’argomento del giorno, così come la parola più cercata del Web, è Wikileaks. Un termine pericoloso quanto una bomba, perché si riferisce al nome del sito su cui da ieri sera sono pubbliche le copie di file compromettenti per gli Stati Uniti e per l’intero sistema di diplomazia mondiale, poiché racchiudono le dichiarazioni non proprio formali e ufficiali di vari esponenti statunitensi riguardo a diverse questioni internazionali, dalla guerra ai singoli capi di stato, compreso Berlusconi.

Mentre si seguono gli aggiornamenti in tempo reale, si cerca di trovare il bandolo della matassa e capire chi stia dietro all’origine dello scandalo. Siamo abituati ad associare la parola scandalo al mondo patinato dello star system, e in un certo senso un legame c’è anche in questa vicenda. Mentre si parla di politica, di alta diplomazia e corsa ai ripari per giustificare o rispondere a determinate affermazioni, incuriosisce una virata verso il mondo dello spettacolo e della musica. E non tanto per “i festini selvaggi” di Berlusconi, quanto per il fatto che sia emerso anche il nome di Lady Gaga. C’è lei dunque all’origine dello scandalo?

Ovviamente no, ma la popstar 24enne è associata alla vicenda per le dichiarazioni di Bradley Manning, soldato semplice di 22 anni che, secondo le voci più accreditate, avrebbe copiato la montagna di file riservati e dato il via alla fuga di notizie.

In sintesi, l’incubo di nuovi attacchi terroristici ha fatto sì che gli USA creassero un database protetto a cui potessero accedere, con un rigido permesso speciale, circa 2 milioni di funzionari e militari, tutti fidatissimi. Tra loro Bradley Mannings, che avrebbe usato un CD riscrivibile per registrare dei brani della cantante italo-americana che sarebbero stati poi cancellati per far posto ai file compromettenti. Per non destare sospetti e per rendere il tutto più reale, durante il salvataggio dei dati avrebbe ascoltato e canticchiato il brano Telephone.

Secondo quanto riportato dal Guardian, riguardo a una chat con un hacker, Bradley Mannings avrebbe scritto:

Entrerei con un CD riscrivibile contenente musica con l’etichetta recante il nome “Lady Gaga”… Ne cancellerei il contenuto musicale e poi scriverei al suo posto uno split-file compresso. Nessuno sospetterebbe nulla. Ascolterei seguendo con il labiale la canzone “Telephone” di Lady Gaga e, al tempo stesso, potrei filtrare sul mio disco i dati riguardanti quella che è forse la più grande fuga di notizie nella storia americana.

Chissà cosa dirà Lady Gaga, proprio ora che ha scelto di aderire alla Giornata Mondiale contro l’AIDS con un’iniziativa singolare: sparire dai social network e dal contatto diretto con il pubblico fino a quando i suoi fan non raggiungeranno 1 milione di dollari da destinare alla causa. E invece si ritrova sulle prime pagine di tutto il mondo.