Woody Allen, alla soglia dei 75 anni, non accenna a rallentare i ritmi di lavoro forsennati. Con un film all’anno dal 1969, non smette di stupire per vitalità, e per la smaccata somiglianza tra il vero sé e quello presentato in tanti suoi film.

Intervistato da Vanity Fair per l’imminente uscita di “Midnight Paris”, quello con la piccola apparizione di Carla Bruni, Woody è sempre il nevrotico con una spiccata inclinazione alla depressione. Odia le feste perché lo avvicinano alla morte. Non prova il Viagra per paura. E si toglie un paio di sassi dalle scarpe per quanto riguarda il famigerato cammeo di Carlà.

Alla domanda su come passerà il compleanno del primo dicembre, risponde:

Andrò a cena fuori con moglie, figli e qualche amico. Solo se loro insistono. Non sono un gran festeggiatore. Da bambino sì, arrivavano i giocattoli. Appena ho avuto la consapevolezza di essere adulto, direi intorno ai trenta, ho cominciato a vedere il compleanno solo come un passo verso la morte.

Se la mattina del suo compleanno si sveglierà depresso dice:

Non è tanto il giorno in sé. Comincio a essere depresso la settimana prima, e poi la cosa va avanti per giorni. Dicembre è un mese orrendo. C’è Natale e poi Capodanno, un altro passo deciso verso la tomba. Inutile che le dica che non festeggio Natale e nemmeno Hannukah, la festa ebraica. È proprio l’idea della festa comandata, degli auguri speranzosi che mi butta giù.

Anthony Hopkins a un certo punto del film precedente di Woody, “Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni“, prende un Viagra, ma Woody dice di non averlo mai provato:

Scherza? Io non ho mai preso nemmeno un’aspirina o un sonnifero o un tranquillante prima di salire su un aereo, attività che ancora mi agita moltissimo. Mi piacerebbe avere il coraggio di provarlo per sapere l’effetto che fa. La curiosità c’è, ma sono troppo fifone.

Mentre per quanto riguarda le voci circolate tempo fa sulla presunta scena di Carla Bruni, ripetuta tante volte poi tagliata, Allen ci tiene a puntualizzare:

Non è vero che ho fatto 37 ciak perché Carla non funzionava. Ne ho fatti meno della metà, il necessario per quel piccolo ruolo. Non è vero che il marito di Carla Bruni è venuto sul set e si è arrabbiato perché non gli è piaciuto quello che ha visto.

Tutte fesserie insomma, compresa la presunta gelosia del presidente Sarkozy per Owen Wilson. Meglio così. E mille di questi giorni a Woody.