Non si può certo dire che quest’anno X-Factor abbia fatto incetta di ascolti. Dopo un esordio molto in sordina, che aveva raggranellato soltanto 2.333.000 spettatori pari al 12,64% di share, l’emorragia in termini di audience è diventata pian piano sempre più palese.

Già dalla seconda puntata sono, infatti, scomparsi quasi due punti di share e il talent show si è attestato sui 2.060.000 spettatori. Gli ascolti TV sono stati più bassi dello scorso anno, tanto che a un certo punto si temeva per la vita stessa del programma. Eppure, sul Web questa tendenza è stata sovvertita: YouTube e i vari forum sono stati presi d’assalto per discutere del programma, i portali di intrattenimento non hanno risparmiato aggiornamenti sulla gara e sui dissidi tra i giurati e, naturalmente, sui partecipanti, anche se questi sono risultati quasi uno sfondo della trasmissione. La pagina Facebook non ufficiale dedicata a Mara Maionchi, ad esempio, ha potuto contare su circa 40.000 iscritti dopo poche ore dalla sua comparsa online.

Una delle ragioni di questo fuggifuggi di ascolti TV può essere dovuto anche alla mancanza di colore dei concorrenti: mentre nelle altre due edizioni c’è stato un immediato imporsi di certe sonorità vocali, stavolta questo non è avvenuto, tranne forse sul finale.

Difficile, invece, stabilire il numero reale di contatti Web ottenuti dalla trasmissione. Tuttavia, anche per questa edizione, è innegabile come X-Factor sia diventato un vero e proprio fenomeno di culto per la Internet generation: i tormentoni generati dal programma, quali le sfuriate della Maionchi e della Mori, hanno fatto incetta di click. Proprio a Mara spetta il titolo di regina incontrastata del social network: le sue parolacce sono diventate oggetto di adorazione da parte dei fan, come ne è dimostrazione il successo di applicazioni quali “Parla con Mara Maionchi“, il generatore di citazioni random più abusato su Facebook.

Il fenomeno più strano è stata la penuria di spettatori nonostante l’assenza di una controprogrammazione che si rivolgesse allo stesso target: essendo X-Factor il solo a rivolgersi a una certa fascia d’età, avrebbe dovuto fare incetta di ascolti, che invece si sono riversati sul Web. Che sia davvero lo streaming il vero futuro della televisione?