“Accendete lo studio!” sono le parole di Francesco Facchinetti per dare inizio alla prima puntata della terza edizione di X Factor.

Dopo la presentazione del nuovo giudice Claudia Mori, la quale ha confessato di indossare una parrucca bionda per non far sentire ai telespettatori la mancanza di Simona Ventura, e quella dei 12 concorrenti, la sfida è ufficialmente aperta.

Le regole sono le solite: due manche, dalle quali il pubblico a casa, televotando, sceglie due concorrenti da mandare al ballottaggio. L’unica differenza è che quest’anno il vincitore di X Factor andrà direttamente a Sanremo nella categoria Big.

I primi ad esibirsi sono gli A&K, della squadra di Mara Maionchi, con la canzone “I still haven’t found what I’m looking” for degli U2. La cantante femminile del gruppo è stata poi sostituita da Davide, un cantante romano di 31 anni che Mara e Gaudi (vocal coach) hanno scelto per affiancare Andrea.

Subito dopo tocca a Ornella, per la squadra di Morgan. La ragazza di origine sudamericana canta “Malo” di Bebe e nemmeno il presentatore Facchinetti è rimasto indifferente alla bellezza della cantante. Tuttavia fioccano le prime critiche mosse al “Pirata”: secondo il Vj Carlo Pastore, de Il Processo di X Factor, la scelta del pezzo assegnato da Morgan era troppo ovvia e scontata.

A seguire, Damiano, per la squadra di Claudia Mori, canta “La canzone dell’amore perduto” del grande Fabrizio De Andrè, che ha collezionato i complimenti della giuria. Nonostante tutto, alcuni commenti di Morgan hanno suscitato la reazione della signora Mori che ha difeso a spada tratta il “cantante randagio”.

A questo punto il palco si riempie di magia con le “fatine” del gruppo Yavanna. Le tre ragazze cantano “Con te partirò” di Bocelli ma, secondo Morgan e Claudia, si sono preoccupate troppo di abbellire la canzone facendo risultare il testo poco comprensibile.

Arriva il turno di Marco (categoria 16-24) che canta “Man in the mirror”, un successo di Michael Jackson e subito dopo tocca a Sofia (categoria over 25) con “Falco a metà” di Gianluca Grignani.