Colleghi fuori dal programma ma acerrimi nemici a X-Factor: pare essere proprio questa la situazione tra Enrico Ruggeri e Elio, entrambi giudici nella quarta edizione del talent show di Rai Due.

A differenza di Re Elio, che non perde occasione per dire la sua e criticare le interpretazioni dei cantanti avversari, il Sensei Ruggeri spiega che non è sempre facile giudicare con tanta leggerezza:

Ci sono dei momenti in cui ti esponi e altri invece in cui vorresti parlar male di un ragazzo ma ti rendi conto che non è il caso e allora rinunci alla gara ed edulcori un attimo il giudizio. Ma credo che nel corso delle tredici puntate ognuno dei giudici potrà rivestire un ruolo diverso. In fondo è uno spietatissimo gioco di società.

Ovviamente i concorrenti inseguono un sogno, ma la loro riuscita all’interno del programma dipende soprattutto dai giudici. Non è messo in dubbio che X-Factor sia un ottimo trampolino di lancio: nelle edizioni passate, anche chi non si è classificato primo ha comunque riscosso successo. È il caso di Noemi, Giusy Ferreri e Tony Maiello.

Quindi, secondo Enrico Ruggeri bisogna stare molto attenti a ciò che si dice e alle critiche che si muovono ai ragazzi. Il suo amico Elio, invece, sembra essere più attento all’intonazione dei ragazzi piuttosto che al loro futuro in una casa discografica:

Elio è maniacalmente attaccato all’intonazione, sfiora il pedante a volte, soprattutto su cantanti non della sua squadra. Mentre io sostengo che, all’interno di un’intonazione accettabile, i cantanti che hanno successo in Italia da trent’anni e riempiono gli stadi lo fanno non perché sono intonati ma perché hanno qualcosa di coinvolgente da comunicare. Non sono campioni di tecnica, ma di personalità. Ed è questo che io cerco. Sono convinto che se oggi partissero in radio i pezzi di tutti i cantanti rimasti in gioco, i Kymera si riconoscerebbero subito.