Passano i giorni e, nonostante c’è chi crede che non sia più tra noi, le ricerche per trovare la scomparsa Yara Gambirasio continuano senza sosta.

Il fatto che non sia stato ancora richiesto un riscatto da un lato scoraggia gli inquirenti a pensare a un sequestro di persona e, dell’altro, rafforza l’ipotesi che chi ha rapito Yara forse non sia intenzionato a chiedere soldi in cambio della vita di una persona, bensì voglia mandare un messaggio più forte: tutto ai danni di una giovane ragazza e una famiglia italiana dilaniata dal dolore.

La pista più probabile, secondo gli inquirenti, potrebbe essere quella della ‘ndrangheta: nonostante le forze dell’ordine operino nel silenzio più assoluto, notizie trapelate farebbero pensare ad un sequestro ad opera delle cosche calabresi.

Questa pista potrebbe essere venuta a seguito dello strano comportamento omertoso dei cittadini di Brembate, che evitano di parlare dell’accaduto e, come nel caso del testimone Tironi, non sempre forniscono informazioni utili alle ricerche.

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Inoltre Fulvio Gambirasio, padre di Yara, ha lavorato inconsapevolmente collaborato con imprenditori arrestati recentemente per narcotraffico e riciclaggio di denaro sporco.

A smuovere le acque è stata anche una lettera diretta al commissariato di Bergamo da parte di un pregiudicato: l’uomo dice di poter risolvere il caso di Pietro Camedda, militare scomparso a Novara nel 1984. Inoltre, il pregiudicato ha anche parlato di un investigatore privato sulle tracce di Yara e di insospettabili che starebbero agendo in anonimato per ostacolare le ricerche.

Che ci sia un collegamento tra il caso Piero Camedda e la scomparsa di Yara?