Emergono ulteriori indiscrezioni sulla triste vicenda di Yara Gambirasio, la tredicenne di Brembate Sopra uccisa da un killer sconosciuto. A quanto emerge dagli organi di stampa, l’adolescente sarebbe morta dissanguata a seguito delle numerose ferite inferte sul suo corpo. La domanda in Rete, di conseguenza, è sorta spontaneamente: ricerche tempestive avrebbero permesso il salvataggio di Yara?

In effetti, sono gli inquirenti stessi ad ammettere, così come riportato da Il Messaggero, un certo ritardo nella risoluzione del caso. Pare che troppo tempo sia stato perso nel seguire piste deboli o poco fondate, concentrando le ricerche su zone improbabili per il ritrovamento della giovane.

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Un intervento tempestivo, tuttavia, non sarebbe stato sufficiente per salvare la vita alla giovane atleta. Le ferite subite sono profonde e molteplici e, anche qualora Yara non fosse deceduta sul colpo, la morte sarebbe sopraggiunta a pochi minuti di distanza. Si tratta, ovviamente, di indiscrezioni che non trovano però conferma ufficiale nei medici legali, chiusi nel più stretto riserbo.

Le speculazioni sul dissanguamento di Yara, tuttavia, entrano in ampia contraddizione con lo stato del cadavere. La Gambirasio è stata infatti ritrovata con gli abiti indosso e, questi, pare non presentassero enormi tracce di sangue. L’ipotesi, perciò, è che Yara sia stata rivestita dopo il delitto, fatto questo confermato anche dalla ferita a “X”, vera e propria firma dell’assassino, che riscontro non trova sul giubbotto dell’atleta.

Dell’omicidio potrebbe esserne colpevole un maniaco, presumibilmente armato di punteruolo. Il responsabile, constatata l’impossibilità di procedere a violenza carnale data la forte resistenza dell’adolescente, avrebbe quindi deciso di toglierle la vita. Ancora da chiarire, invece, il luogo dell’aggressione. Yara potrebbe essere stata uccisa altrove e trasportata a Chignolo immediatamente dopo il delitto, rimane tuttavia certa la presenza del cadavere nel campo per ben tre mesi. Il corpo di Yara è stato ritrovato in avanzato stato di decomposizione, segno questo delle intemperie, addirittura con parti quasi mummificate. Una ricerca mirata e tempestiva, forse, avrebbe permesso di scovarne prima i resti, agevolando così la scoperta di tracce biologiche potenzialmente collegabili all’assassino.

Non è ancora stato chiarificato, invece, il ruolo di Internet in questa vicenda. Questa mattina sono infatti emersi alcuni indizi su Facebook e Wikipedia ma, al momento, nulla di nuovo è trapelato su questi fronti. Nel frattempo, il sindaco di Brembate ha espresso tutto il proprio dolore per questa tragica storia, augurandosi che il colpevole sia presto arrestato e punito.