Per dare una svolta al caso di Yara Gambirasio, nella speranza di trovare una pista decisiva che possa inchiodare l’assassino, le forze dell’ordine italiane hanno deciso di coinvolgere mezzi più sofisticati. E per fare ciò hanno fornito dati, prove e materiali all’FBI, la quale con i suoi potenti mezzi potrà garantire risultati più efficaci.

Mezzi tecnologicamente avanzati e all’avanguardia, gli stessi che condiscono telefilm polizieschi e serial crime, che potranno determinare un profilo dell’assassino più delineato e specifico.

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Dopo una serie di indagini di matrice italiana, si era giunti a circoscrivere il DNA dell’assassino sull’intimo della ragazzina, ma senza trovare rincontro con tutti quelli analizzati e in possesso della polizia.

Il vicolo cieco dentro il quale si stava dirigendo il caso ha definitivamente spinto gli inquirenti a coinvolgere l’FBI. Dal DNA isolato si era giunti a stabilire solo il sesso maschile dell’omicidia e la sua incerta provenienza, 60% ceppo lombardo e 40% ceppo dell’Est Europa. Poco per dare un volto a un criminale.

L’FBI, partendo da questi dati, potrà stabilire l’età, colore degli occhi e dei capelli. Dati importanti per tracciare un profilo fisico dell’omicida, e per aumentare le chance il DNA verrà inserito nella banca dati dei criminali in modo da intercettare eventuali reati riconducibili a esso.

Piccoli passi ma importanti che potrebbero aiutare la Polizia a individuare presto e arrestare il killer dell’atleta bergamasca.