Rispunta la pista femminile nell’omicidio di Yara Gambirasio. L’ipotesi cozzerebbe con l’identikit ricostruito nelle ultime ore, relativo al possibile assassino, che si era detto alto non più di un metro e settantacinque, un’altezza che potrebbe appartenere anche a una donna. I dubbi proverrebbero dai colpi non troppo forti inferti dal carnefice della piccola Yara, ma anche dalle modalità dell’uccisione.

Sono stati ricostruiti, anche se in maniera incerta secondo gli inquirenti, gli ultimi istanti di vita della ginnasta. Secondo gli inquirenti, infatti, la ragazzina cercò di sfuggire all’aggressore tra le sterpaglie di Chignolo d’Isola verso i capannoni industriali di via Bedeschi: l’aggressore fu su di lei in un attimo finendola prima con dei fendenti con un’arma non ancora specificata e poi strangolandola.

Galleria di immagini: Yara Gambirasio, i luoghi

Yara si era liberata dall’auto che l’aveva portata sul luogo dell’omicidio. Non è stata trascinata, tanto che sulle scarpe e sui leggings non sono state trovate tracce di trascinamento: Yara sarebbe morta sul luogo e lasciata lì per tre mesi senza vita.

Intanto si indaga sui frequentatori della vicina discoteca, la “Sabbie mobili evolution“. Già lo scorso venerdì le forze dell’ordine hanno fermato a porte chiuse i duecento fruitori del locale presenti in quel momento, prendendone gli estremi d’identità e il numero di cellulare. Secondo i registri della discoteca, però, i possessori della tessera sono oltre 25mila, per cui è molto difficile comprendere chi tenere d’occhio.