Il caso dell’inchiesta sulla morte di Yara Gambirasio diventa sempre più politico. Dopo la sortita del sottosegretario Daniela Santanché, che aveva criticato la gestione dell’inchiesta da parte della procura di Bergamo facendo un paragone con quella del Rubygate, ora si è mosso un partito, la Lega nord, che punta il dito contro lo stallo delle indagini.

L’accusa è arrivata sulle pagine dell’organo ufficiale, “La Padania”, ieri nelle pagine interne: un articolo a tutte colonne che ha preso di mira il procuratore Massimo Meroni, protagonista nell’ultima conferenza stampa.

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“Per 23 volte il procuratore aggiunto Meroni ha risposto alle domande con “non lo so”, “è possibile, ma anche il suo contrario”, “non ne sono a conoscenza”. Si è toccato il grottesco e i giornalisti si sono dimostrati più preparati.”

Il quotidiano diretto da Umberto Bossi ha poi ripreso una lettera arrivata la settimana scorsa alla redazione dell’Eco di Bergamo, nella quale due appartenenti alle forze dell’ordine (in forma anonima) hanno elencato quelli che a loro giudizio sono gli errori compiuti in questi mesi: dualismo tra polizia e carabinieri, testimoni sentiti più volte da entrambi i corpi di polizia sulle stesse circostanze, imperizia nella conduzione delle indagini.

Insomma, un sparo ad alzo zero contro la procura e l’operato del PM, Letizia Ruggeri, difesa in più occasioni della stesso Meroni. Il procuratore, raggiunto da una domanda su queste critiche della Lega, ha risposto:

“Non le ho lette e non intendo sparare sulla Croce Rossa. Mi stupirei se in questo momento la Lega elogiasse la magistratura; meglio evidenziare le cose che non funzionano.”

Intanto le indagini proseguono, tra mille difficoltà e con una lentezza esasperante. Basti pensare che sono in corso accertamenti su oltre 200 telefonini agganciati dalle celle di Brembate Sopra, luogo del rapimento, e Chignolo d’Isola, luogo della sua uccisione. Il prelievo del DNA di famigliari, amici, sospetti, sta aumentando: a quattro imprenditori è stato prelevato per confrontarlo con le tracce trovate sui vestiti, sul corpo e sui guanti. Sono passati quattro mesi dall’inizio delle indagini.