Dall’analisi dei dati registrati nelle celle telefoniche di Chignolo d’Isola e di Brembate, si potrebbe finalmente giungere alla soluzione del tragico caso della piccola Yara Gambirasio.

Gli inquirenti, come si sa ormai da tempo, stanno incrociando le informazioni sui cellulari che la sera del 26 novembre 2010 hanno agganciato in un ristretto arco di tempo le celle corrispondenti al luogo da cui Yara è stata rapita e poi abbandonata esanime.

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Da questa ricerca sarebbe quindi emerso un dato che ha colpito gli inquirenti: sei telefoni cellulari hanno agganciato entrambe le celle la sera della scomparsa di Yara, tutti intestati a delle persone residenti a Cosenza e provincia.

Una coincidenza assai particolare, tanto che i nominativi sono stati immediatamente passati alle autorità cosentine per procedere con gli interrogatori e le indagini necessarie.

Perché sei uomini residenti a Cosenza si trovavano nello stesso momento sia a Chignolo d’Isola che a Brembate, la sera della scomparsa di Yara? Forse lavoravano in un cantiere della zona, oppure erano solo di passaggio, ma potrebbe trattarsi davvero degli assassini della tredicenne.

Questo è ovviamente in corso di accertamento, ma la speranza di risolvere finalmente il mistero della piccola Yara consegnando una verità ai suoi genitori è molto forte.

Va ricordato che la famiglia non ha ancora potuto riavere il corpo di Yara, e svolgere i funerali, e questo non sarà probabilmente possibile fino alla consegna dei risultati definitivi della perizia effettuata dalla dottoressa Cristina Cattaneo.