L’omicidio di Yara Gambirasio non ha ancora un colpevole. Tra indiscrezioni, smentite e lettere anonime, le indagini sull’uccisione della tredicenne di Brembate, sembrano ancora in un momento di stasi.

Di poche ore fa la notizia che, secondo il programma televisivo di Raitre ”Chi l’ha visto?”, condotto da Federica Sciarelli, il DNA ritrovato sui vestiti di Yara Gambirasio apparterrebbe a un italiano e si sarebbe individuato addirittura il ceppo familiare. Ma la replica degli inquirenti non lascia scampo e nel giro di 24 ore hanno smentito questa indiscrezione.

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In particolare, la PM Letizia Ruggeri ha fatto sapere che:

«Al momento non è stata individuata alcuna relazione di parentela tra il DNA isolato e quelli raccolti da polizia e carabinieri».

Quindi, anche se da qualche mese pare certo l’ipotesi che il DNA sugli abiti di Yara sia per il 60% di ceppo lombardo e per il 40% dell’est europa, non ci sono conferme da parte degli investigatori circa la definitiva nazionalità riconducibile al DNA ritrovato sugli indumenti della piccola Yara Gambirasio.

Molte sono le piste che in queste ore vengono battute dagli inquirenti, ma a quasi un anno dall’omicidio di Yara, la soluzione non sembra essere a portata di mano. D’altra parte il buon senso spinge a ritenere che se gli investigatori fossero in possesso di un nome legato al DNA dell’ assassino di Yara, avrebbero già provveduto all’arresto, come affermano gli stessi inquirenti:

«Se sapessimo a quale famiglia appartiene il DNA dell’assassino di Yara avremmo già portato in caserma tutto il parentado, invece ci siamo ancora molto lontani».

Fonte: SkyTg24