La notizia del ritrovamento del giubbotto di Yara Gambirasio è apparsa poco fa sulle principali testate, ma la speranza di essere di fronte a una pista da seguire è subito scemata. La giacca rinvenuta, infatti, seppur simile a quella indossata dalla ragazza al momento della scomparsa è, invece, di proprietà di un uomo non identificato.

Yara indossava un giubbotto nero “Hello Kitty” quando si è recata, per l’ultima volta, al palazzetto dello sport di Brembate Sopra. Questa mattina una segnalazione aveva riacceso le ricerche: una donna aveva notato un sacco nero gettato da un’auto in corsa sulla strada che da Brembate porta a Mapello, luogo dove si sono concentrate le indagini degli inquirenti. È stata quindi ritrovata una giacca nera ma, a un’attenta analisi, si ipotizza sia maschile e di alcune taglie più grandi rispetto alla statura della Gambirasio.

Una nuova pista investigativa, però, è emersa a Villa D’Almé, comune della Val Brembana non troppo distante da Brembate Sopra. Un uomo sostiene di aver visto una ragazza simile a Yara seduta su una panchina, intenta a scrivere sulla seduta pubblica con un pennarello indelebile. Gli inquirenti hanno raggiunto il luogo e fotografato la scritta e, ora, si stanno vagliando le prime ipotesi di plausibilità.

Al momento, però, nessun altra informazione emerge sulla scomparsa della giovane. Allontanamento volontario, rapimento a scopo estorsione o violenza, incidenti: tutte le possibilità rimangono aperte per questo caso che, di giorno in giorno, diventa sempre più un mistero.