Sulla triste vicenda di Yara Gambirasio negli ultimi giorni si è ipotizzato di tutto, dal motivo del decesso alle più svariate testimonianze, l’ultima delle quali introdurrebbe la presenza di un furgoncino bianco da cui pare provenissero le urla di una ragazza.

Poco, invece, si è detto sulla comunità di Brembate Sopra, il paese natale di Yara, dove gli abitanti si sono chiusi nel più stretto riserbo in rispetto del lutto della famiglia Gambirasio. A rompere questo silenzio sono stati il sindaco, il quale pochi giorni fa accusava le “bestie” colpevoli di questo omicidio, e il parroco, sempre attento alla memoria della giovane atleta.

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È proprio il sacerdote di Brembate a parlare oggi di Yara, definendola una vera e propria santa. Durante l’omelia della messa domenicale, don Corinno Scotti ha paragonato Yara a Maria Goretti, perché deceduta nell’estremo tentativo di preservare la propria verginità.

“Lei è come Santa Maria Goretti, morta per proteggere la sua castità. È una santa!”.

È sempre il parroco, poi, a informare i fedeli sui sentimenti della famiglia Gambirasio, distrutta dal dolore per la perdita della figlia. I genitori di Yara sarebbero mossi dall’amore, unica forza che consente loro di vivere. E, non ultimo, ha lanciato una sorta di monito ai presenti alla funzione religiosa:

“Non bisogna preoccuparsi che venga fatto male ai vostri figli ma anche che i vostri figli non facciano del male. Preferireste essere i genitori di Yara, oppure di un ragazzo che compie questi delitti?”.

Nel frattempo, continuano le polemiche sulle ricerche. L’opinione pubblica pare sempre più orientata a una gestione fallace del caso, dato il ritrovamento del cadavere e le indiscrezioni che vorrebbero il corpo abbandonato a Chignolo il giorno stesso della scomparsa. A intervenire, però, è il Ministro Roberto Maroni, il quale difende gli organi preposti alle ricerche:

“È una vergogna, sono cose che non esistono proprio…”

A queste parole, si aggiungono quelle di Vincenzo Ricciardi, il questore di Bergamo:

“È una cosa vergognosa, questa delle polemiche. Veramente vergognosa. Tante persone hanno passato giorni e giorni, i sabati e le domeniche, i giorni di ferie per partecipare alle ricerche. Si sono impegnati volontariamente, senza avere nessun obbligo di farlo. Che ora ci siano queste critiche è, lo ripeto, ingiusto. Solo per un caso sfortunato le squadre non sono riuscite a rintracciare la povera Yara”.