Proseguono le ricerche di Yara Gambirasio, la tredicenne scomparsa dalla provincia di Bergamo lo scorso venerdì. Dopo che la pista fornita dal vicino di casa si è rivelata una completa fandonia, forse detta alla stampa per manie di protagonismo, gli inquirenti oggi hanno setacciato i paesi vicini seguendo l’istinto delle unità cinofile e le tracce del telefono cellulare. Della giovane promessa dell’atletica, però, ancora nessun segnale.

Yara viene descritta dai conoscenti come una ragazza felice e soddisfatta, perciò è da escludersi un allontanamento volontario dalla casa dei genitori. Per questo motivo, gli amici nelle ultime ore stanno sospettando un rapimento, anche se il movente non sarebbe chiaro. La famiglia, in effetti, è di ceto sociale medio, impensabile quindi un sequestro a scopo estorsione.

A quanto emerso, però, vi sarebbero nuovi dettagli sulla sua scomparsa. Il suo telefono cellulare, infatti, è stato acceso per l’ultima volta a Mapello, paese vicino a Brembate Sopra, dove Yara vive. Molte, inoltre, le segnalazioni di un furgone bianco che, verso le 18.40 del 26 novembre, sarebbe stato visto sgommare a tutta velocità per le vie del paese.

Mentre i conoscenti, ma anche i social network, si stringono alla famiglia per paura di un nuovo caso Sarah Scazzi, la preside Suor Carla dell’istituto di suore in cui Yara studia ha esortato la ragazza:

Cara, tira fuori le unghie come hai sempre fatto. Sii la ragazza di sempre, col tuo sorriso e la tua grinta.