Per le forze dell’ordine è iniziato il sesto giorno di ricerche, ma di Yara Gambirasio non c’è ancora nessuna notizia. Un piccolo passo in avanti sembra tuttavia esserci stato, infatti i cani speciali usati nelle ricerche della giovane di Brembate hanno fiutato qualcosa in un cantiere di Mapello, paese distante pochi chilometri dal luogo della scomparsa.

Dopo alcuni sopralluoghi effettuati il 1 dicembre, infatti, i Ris hanno disposto l’apposizione dei sigilli in un deposito di circa dodici metri quadri, dal quale sono stati prelevati alcuni reperti attualmente in fase di analisi. Questa potrebbe in effetti essere la pista giusta da seguire per ritrovare la diciassettenne lombarda, infatti anche gli ultimi segnali del suo cellulare portano proprio nel medesimo luogo.

Intanto, anche il centro sportivo dove Yara è stata prima di scomparire nel nulla è stato setacciato da cima a fondo, così come la casa privata del custode: le unità cinofile hanno infatti indicato che la ragazzina è uscita dalla porta laterale del palazzetto, quindi solo l’uomo avrebbe potuto aprirle il cancello. Tra le testimonianze attendibili, inoltre, vi è quella di una ex guardia giurata che avrebbe notato due uomini litigare animatamente vicino alla palestra.

A complicare ancora di più le cose rispunta il famoso furgone bianco già citato da una testimone, che compare anche nel racconto di un cittadino di Brembate. Il mezzo sarebbe stato avvistato mentre percorreva, avanti e indietro, una strada non lontana dal centro sportivo.

E mentre tutto il paese si mobilita per aiutare la famiglia Gambirasio, le indagini e le ricerche proseguono senza sosta anche attraverso i campi limitrofi innevati, sebbene ogni ora che passa sembra rendere molto difficile un esito positivo della vicenda.