Cresce la tensione attorno al caso di Yara Gambirasio che, come emerso nelle ultime ore, sarebbe stata uccisa da malintenzionati. Il sospettato principale, un marocchino di 23 anni di nome Mohamed Fikri, è attualmente in stato di arresto, sebbene neghi di essere colpevole dell’omicidio. E mentre a Brembate Sopra si moltiplicano le manifestazioni xenofobe nei confronti degli immigrati, foraggiate anche dalle parole di Matteo Salvini della Lega, un comunicato ANSA lascia presagire una nuova svolta: sarebbero italiani i carnefici della giovane atleta.

A quanto emerso da alcune intercettazioni telefoniche, l’immigrato avrebbe aiutato due italiani nel sequestro della giovane, senza tuttavia partecipare all’omicidio. I due connazionali, di cui non si sa ancora nulla, avrebbero prima violentato a turno Yara e poi l’avrebbero uccisa, occultandone poi il cadavere.

Emerge, inoltre, un’incongruenza di traduzione delle registrazioni delle telefonate del giovane. L’uomo non avrebbe mai pronunciato “Allah mi perdoni”, bensì “Allah mi protegga“. In effetti, su queste parole si era aperto un vero e proprio caso, perché non si riusciva a comprendere il collegamento tra l’innocenza proclamata dal marocchino e l’eventuale necessità di perdono.

I due italiani rimangono ricercati e, al momento, gli inquirenti non sembrano avere delle piste precise da seguire. Nel frattempo, risulta lecito chiedersi come reagirà la comunità di Brembate Sopra. Se i colpevoli dovessero essere davvero due individui con cittadinanza italiana, come si giustificheranno le manifestazioni razziste contro gli immigrati, attive da ieri nella cittadina bergamasca?