A due settimane dal ritrovamento del corpo della giovane Yara Gambirasio, la tredicenne di Brembate Sopra (BG) scomparsa lo scorso 26 novembre mentre usciva dalla palestra che era solita frequentare per seguire gli allenamenti di ginnastica ritmica, gli inquirenti ancora non riescono a escludere completamente l’ipotesi di violenza sessuale.

Questo è quanto è emerso dal vertice che si è tenuto oggi presso la procura di Bergamo al quale ha partecipato il sostituto procuratore e coordinatore delle indagini, Letizia Ruggeri.

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Sulla base dei referti dei medici legali, il procuratore ritiene sia possibile accantonare l’eventualità di violenza sul corpo della tredicenne ritrovato in un campo di un paese vicino, mentre invece reputa poco probabile l’eventualità di morte per asfissia.

Durante la conferenza con i giornalisti, la Ruggeri ha inoltre reso noto che al momento neanche i risultati preliminari delle perizie scientifiche, giunti oggi in procura, sono stati in grado di rispondere concretamente ai dubbi che a distanza di giorni ancora non accennano a svanire. Per i dati dati definitivi è necessario consentire agli esperti almeno novanta giorni di tempo.