Questa mattina il Gip di Bergamo ha disposto la scarcerazione di Mohamed Fikri, il 22enne di origine marocchina che lavorava in un cantiere situato proprio nella zona dove si sono perse le tracce di Yara Gambirasio. La 13enne, promessa della ginnastica, è scomparsa lo scorso 26 novembre da Brembate Sopra, nel bergamasco, mentre faceva ritorno dal consueto allenamento.

Se in un primo momento i sospetti si sono concentrati sul 22enne, le verifiche investigative delle ultime 48 ore hanno mutato il quadro. C’è stato infatti un errore di traduzione della frase pronunciata dal giovane nel corso di una telefonata intercettata: si trattava di un’invocazione e non, come gli inquirenti avevano ipotizzato, di un’ammissione di colpa in riferimento all’omicidio.

Sono stati gli stessi PM, per questo, a chiedere al GIP di rimettere in libertà Mohamed Fikri, in difesa del quale questa mattina ha parlato anche il suo datore di lavoro, Roberto Benozzo, che ha dichiarato:

Nel momento in cui Yara è scomparsa Mohamed Fikri era con me in cantiere. Su di lui non ho sospetti, lo conosco da quattro anni.

Nel frattempo sono riprese le ricerche della ragazzina da parte di vigili del fuoco e dei numerosi volontari: ma di Yara, per ora, ancora nessuna traccia.