L’aria di rinnovamento che soffia dall’Africa sta attraversando anche la Grecia e la Spagna, e piccoli refoli giungono fino a noi. Protagonista del passaparola come sempre il Web e i social network. Nella penisola Iberica si alza sempre più alto l’urlo del dissenso di quello che è stato ribattezzato “Movimento 15-M“: giovani precari, disoccupati, studenti e pensionati.

Le vittime principali di una crisi che ha messo al palo l’economia mondiale, bloccando senza via d’uscita un’intera generazione che attende un lavoro sfiduciata. Una staticità pari al dopoguerra, che è ora motore della mobilitazione pacifica spagnola che prende il nome di “Democracia Real Ya“.

Galleria di immagini: Movimento 15 M

Radunata sotto lo slogan di “Yes We Camp” una moltitudine spontanea di persone di tutte le età, in modo sereno ma determinato, ha deciso di occupare le piazze per protestare contro questa situazione soffocante. Loro, gli Indignados come li ha ribattezzati la stampa accampati dal 15 maggio e dormendo all’aperto, manifestano compatti contro la disoccupazione, la precarietà, la crisi dell’economia, la corruzione e la collusione tra membri della politica con le banche e contro le restrizioni dell’informazione vai Web imposte dalla Legge Sinde. La loro protesta proseguirà fino al 22 maggio, giorno delle amministrative spagnole, in modo da mantenere alta l’attenzione.

Ma questa non è una manifestazione politica, ma sociale, l’obiettivo è quello di divulgarla in modo che valichi i confini e attraversi le menti di un’Europa stanca e satura di prepotenze. E l’aria del rinnovamento sta germogliando anche in altre città: Bruxelles, Parigi, Berlino, Vienna, Bogotà, Buenos Aires, Edimburgo, e in Italia a Torino e Padova dove sono previste manifestazioni e proteste.

Per questo il sostegno da parte di tutti i cittadini è molto forte:

“Questi ragazzi hanno un compito gravoso: noi abbiamo combattuto la dittatura il nostro nemico lo vedevamo e lo conoscevamo. Ora i giovani devono combattere un fantasma molto più pericoloso: la dittatura economica”.

Moltissimi i genitori, i nonni, gli amici che si sono uniti ai giovani della protesta, condividendo apertamente la necessità di mettere al muro un sistema politico ed economico, quello spagnolo, troppo autoreferenziale e poco proiettato al sostegno del welfare e della democrazia. Una situazione per molti aspetti simile alla nostra.

Nonostante ciò la Giunta regionale sta cercando di arginare i movimenti proibendo le manifestazioni e aggregazioni spontanee, in particolare quelle legate alla protesta indetta il giorno prima delle consultazioni, e andando contro la decisione della Corte Costituzionale la quale aveva votato a favore. Ma siamo certi che l’entusiasmo e l’energia che si respira in questi giorni sia troppo contagiosa per fermarsi così repentinamente.