La casa di moda Yves Saint Laurent è stata costretta a ritirare nel Regno Unito una campagna, pubblicata su Elle Uk, a causa dell’utilizzo di una modella che appare insalubremente sottopeso. A denunciare la pubblicità come irresponsabile e a bloccarne l’uscita su giornali e riviste è stata la Advertising Standards Authority (ASA). Come si legge nel comunicato dell’Autorità:

L’ASA ha ritenuto che la posa della modella e il particolare effetto di illuminazione nella pubblicità abbiano particolarmente attirato l’attenzione sul petto della ragazza, con una gabbia toracica visibile, e sulle gambe, dove le cosce e le ginocchia sembrano di larghezza simile, molto sottili, e in contrasto con le scarpe, che sembrano molto più grandi degli arti. Abbiamo quindi considerato che la modella appare sottopeso in maniera malata e concluso che la campagna pubblicitaria è stata irresponsabile.

L’uso di top model magre, negli ultimi anni, è stato oggetto di un maggiore controllo, con una schiera di critici sempre più nutrita a ritenere che le donne filiformi minino la fiducia soprattutto delle giovanissime, promuovendo ideali irrealistici e malsani.

Una petizione avviata da una blogger di Los Angeles, che esorta YSL a smettere di usare “modelle dolorosamente sottili” nelle sue pubblicità, ha raccolto lo scorso anno circa 50.000 firme ma, nonostante i riflettori puntati sull’argomento, la campagnia Saint Laurent è una delle poche vietate dall’ASA a causa di modelle troppo magre. Fino ad ora, in ogni caso, sia la Maison che Elle hanno rifiutato di commentare la sentenza.

L’anno scorso, al magazine online di moda Urban Outfitters era stato ordinato di rimuovere una foto che mostrava la parte inferiore del corpo di una giovane donna con una motivazione simile: secondo l’ASA, le cosce e le ginocchia erano della stessa larghezza. Di tre mesi fa, invece, le scuse della rivista Cover per aver pubblicato un servizio di moda con la modella 16enne Luleika, veramente troppo magra. Nel messaggio su Twitter dell’editrice Malene Malling si può leggere:

Mi scuso come professionista, come madre e come donna.