Oggi Yves Saint Laurent avrebbe compiuto 80 anni: il primo agosto del 1936 lo stilista francese nasceva infatti a Orano, in Algeria. Un genio della moda, in grado di rivoluzionare per sempre lo stile femminile, rendendo le donne libere di indossare capi prima a loro inaccessibili. “Ho coscienza di aver fatto progredire la moda del mio tempo e di aver permesso alle donna di entrare in un universo a loro vietato”, disse una volta lo stilista.

Talento naturale, che ha iniziato la sua carriera presso Dior, Yves Saint Laurent ha avuto l’intuizione di aprire l’alta moda allo stile urbano, più vicino alla gente, creando delle collezioni eleganti, senza tempo, sempre in grado di fare scalpore nel momento in cui vennero presentate in passerella.

Lo stilista è scomparso nel 2008 a causa di un tumore al cervello. Anche la sua casa di moda non esiste più (il marchio continua ad esistere grazie a Gucci), ma il compagno di vita e socio di Yves Saint Laurent, Pierre Bergé, permetterà a breve l’apertura di due musei, uno a Parigi e uno a Marrakesh, dedicati allo stilista. Per celebrare quello che sarebbe stato il suo 80° compleanno, ecco le 5 innovazioni di Yves Saint Laurent che hanno rivoluzionato il mondo della moda.

Galleria di immagini: Yves Saint Laurent: le sue muse

  1. L’abito a trapezio. L’abito iconico degli anni ’60, e da allora mai andato in pensione, venne creato nel 1958 proprio da Yves Saint Laurent, quando ancora era il direttore creativo di Dior. Spalle strette, rigorosamente sopra il ginocchio e punto vita inesistente, questo tipo di vestito si ispira al trapezio isoscele, da cui prende il nome. Sbarazzino, leggero, l’abito a trapezio ha in genere stampe floreali, geometriche o colori vivaci.
  2. Abiti maschili nella moda femminile. È stato proprio Yves Saint Laurent a introdurre abiti tradizionalmente maschili nel guardaroba delle donne. Famosissimo il suo smoking per donna, presentato per la prima volta nella collezione Haute Couture autunno/inverno 1966-1967, creando non poco scandalo. Da allora, questo capo d’abbigliamento è diventato uno dei must della maison. Ma non solo: il tailleur-pantalone, il blazer, il giubbotto di pelle, il trench sono tutti capi che Yves Saint Laurent ha reso femminili, accompagnando il movimento di emancipazione che le donne hanno portato avanti negli anni ’60-’70. “Chanel ha liberato la donna, Saint Laurent le ha dato il potere”, ricordava infatti Pierre Bergé.
  3. Gli abiti ispirati all’arte. Yves Saint Laurent era un appassionato di arte e di letteratura. A lui si deve l’ispirazione di portare la scultura e la pittura nel mondo della moda. Celebri il suo abito Mondrian del 1965 ispirato alle tele di Piet Mondrian, l’abito da sera dalla gonna colorata Matisse, l’abito Picasso del 2004, l’abito ispirato alle sculture di François-Xavier Lalanne, oltre alle collezioni Van Gogh, Picasso o che hanno preso spunto dalla Pop Art.
  4. La sahariana e la moda etnica. Un’altra innovazione dello stilista algerino è l’introduzione di motivi etnici, gioielli, conchiglie e tonalità provenienti dall’Africa e dall’Asia. Nel 1967, Yves Saint Laurent lancia la collezione “Africaine”, e nel 1969 crea la prima giacca sahariana per donne, che diventerà presto un capo cult.
  5. Camicia di seta trasparente. Fece scandalo anche la camicetta in mussola trasparente proposta da Yves Saint Laurent, che lascia intravedere il seno. Famosa la sua rivisitazione nell’abito di velluto nero con la parte superiore in pizzo e trasparente, che lascia poco all’immaginazione, presentato dallo stilista nella collezione autunno/inverno 1993.