Come ovviare alle polemiche sui talent show per bambini? Semplice, recuperando un concorso tutto italiano, quello dello Zecchino d’Oro, spostarlo su SKY e prolungarlo di qualche mese. È questa la nuova sfida di SKY, Zecchino Show, che va in onda da stasera nel primetime di DeA Kids.

Tempo fa, infatti, l’Osservatorio sui Diritti dei Minori si era scagliato contro trasmissioni come “Ti lascio una canzone” e “Io canto“, in cui i piccoli si confronterebbero in scimmiottamenti grotteschi degli adulti. L’Osservatorio aveva richiesto la sospensione di questi talent.

Inoltre, dai commenti in rete, è emerso che secondo alcuni si dovrebbe tornare al modello dello Zecchino d’Oro, la gara in cui i bambini si confrontano sulle canzoni e non sul loro modo di cantare. Alcuni utenti erano anche preoccupati per l’istruzione dei ragazzi: in realtà pare che, eccetto nei tempi di prova e di messa in onda, i bambini hanno tutto il tempo di studiare e vengono seguiti dai genitori anche degli altri concorrenti; i più grandi approfittano anche delle pause del programma per portare con sé i libri.

Ma tornando a Zecchino Show, si tratterà di un talent più blando ma non per questo meno avvincente, anche grazie a un cast eccezionale in cui spicca Carolina Di Domenico, giurata accanto a Roberta Lanfranchi. Conducono Massimiliano Ossini e Federico Russo, che interpreta Mimmo ne “I Cesaroni”. In gara i successi dello Zecchino d’Oro e in ogni puntata ci sarà un ospite speciale proveniente dalla storica kermesse musicale.

Carolina Di Domenico ha commentato a Tgcom la tendenza a portare i piccoli in TV nei talent show:

È una tendenza che di solito non da molta giustizia ai bambini. Affrontando programmi di questo tipo, credo sia giusto buttarla sul gioco perché è un modo di divertirsi che anche io avevo da piccola. Mi ricordo che a un mio compleanno avevo una festa e avevamo organizzato un Sanremo in cui ogni bambino cantava una canzone. Che divertimento! Ora, non voglio criticare le altre trasmissioni, perché i bambini sicuramente si divertono anche in contesti più estremi, dove lo spettacolo primeggia. Il problema vero spesso sono i genitori, che al contrario dei figli non vivono il gioco in sé ma spingono perché arrivi il risultato migliore per il loro figlio.